Riflessioni postume sulla giornata del ricordo dei martiri delle foibe.
Disgusto,
di disgusto è la sensazione che provo tutt'ora quando ripenso al febbraio 2005 ed in generale alla tendenza che, da pochissimi anni a questa parte, ha pervaso televisioni e giornali. Mi riferisco a quella voglia improvvisa di ricordare le foibe, di parlarne, di denunciare quella tragedia.
Ed è proprio questo che mi fa più rabbia, questi avvoltoi mediatici sono disposti a sfruttare qualunque cosa per fare ascolti.Da sessant'anni a questa parte nessuno ha mai osato o voluto dire niente in merito alla questione ed ora, di colpo, tutti ne parlano. Mi fa ancora più schifo vedere servizi come quelli proposti dal TG5 ove una voce suadente e toccante parla delle foibe come se fosse una tragedia conosciuta, come se facesse parte della storia insegnata a scuola. Certo, la voce fuori campo ricorda che è più di mezzo secolo che molti fanno finta di non sapere ma si dimentica sempre di specificare DOVE erano i TG, i giornalisti, i politici, gli uomini di cultura e tutta quella brava gente che ora si riempie la bocca di parole come "tragedia dimenticata", "buco nero della nostra storia" ed altre ipocrisie simili.
Dov'erano questi signori fino ad oggi? Hanno la sfacciataggine di proporsi come rassicuranti lumi da seguire per attraversare le tenebre della menzogna... IPOCRITI!! Ecco cosa sono, opportunisti schifosi, fino all'altro giorno hanno taciuto, hanno finto di non sapere (perché ahimè, mi rifiuto di credere che un laureato, un giornalista affermato non abbia MAI sentito nominare il termine "foiba").
Per questa gente io non ho alcun rispetto, si dimostrano nella loro vera natura mendace e servile, addomesticati come cagnolini dal padrone di turno. Migliaia di Italiani (la maggior parte dei quali non aveva nemmeno la "terribile" colpa di essere Fascisti) uccisi barbaramente dai partigiani Titini sono stati dimenticati, la loro storia è stata deliberatamente e volutamente nascosta, la repubblica nata sui "valori" della resistenza non poteva permettersi di far uscire allo scoperto quell'orrenda verità. Anche perché, è bene ricordarlo, il tanto osannato (criminale di guerra) Palmiro Togliatti nel '45 aveva detto ai Triestini di accogliere a braccia aperte i partigiani di Tito... ed era quindi impensabile che la sinistra prendesse le distanze da quel verme di Togliatti.
E fu così che, anno dopo anno, i giornalisti tacevano, i direttori delle testate se ne fregavano, i professori... figuriamoci, che interesse potevano avere i professori reduci dal sessantotto (e fino a poco tempo fa erano la stragrande maggioranza) a raccontare la verità agli studenti, sia mai che quelle giovani menti avrebbero potuto aprire gli occhi! E che interesse potevano avere gli autori dei libri di testo a scrivere due righe sulle foibe? Nessuno ovviamente, fare una cosa del genere avrebbe significato veder crollare a picco le vendite dei libri, ma un vero storico anche allora si doveva curare della verità e non del mero profitto economico, difatti su nessun libro di storia (o enciclopedia o simile) si lesse mai nulla sulle foibe. Ma in italia, grazie a Dio, vige la libertà di stampa, grazie a Dio la censura è stata abolita. Ecco perché per tutto questo tempo la verità è stata nascosta, grazie a Dio in Italia qualcuno ha portato la libertà! Ma poi, un bel giorno... Ecco che ci svegliamo e su tutte le reti (bhe, quasi!) si parla delle foibe, e cosa diavolo succede qualcuno si chiede? Di colpo una crisi di coscienza ha colpito gli sciacalli mediatici? Addirittura il Presidente della Repubblica ha patrocinato il raduno degli esuli a Trieste, forse voleva riparare a quel suo predecessore (gran pezzo di... uomo) che, giusto per chiarire bene le cose, si recò a baciare la bara di Tito e non finisce qui, da destra a sinistra partono messaggi di condanna verso chi ha taciuto, verso chi ha volutamente insabbiato la faccenda.
Fantastico, stupendo, meraviglioso, finalmente i politici hanno vuotato il sacco, addirittura la sinistra abbassa le sue difese ed ammette il terribile errore oppure... Oppure non sarà mica che, constatato che ormai si era alla resa dei conti e che questa storia sarebbe venuta fuori relativamente presto (mezzo secolo è passato!), tutta la mandria di politici, giornalisti, editori, direttori, presentatori, storici e cultori di arti varie si siano fatti due conticini in tasca ed abbiano detto "Bene! Questi vogliono la storia sulle foibe? Noi gliela diamo, così c'è chi fa la figura del brav'uomo, chi dello storico serio, chi addirittura del politico onesto oppure chi potrà sentirsi definire "giornalista super partes" (ecc. ecc.) nel frattempo voi cari lettori, telespettatori, elettori (dipende dal caso) vi ipnotizzate davanti agli speciali che mandiamo in onda, alle dichiarazioni di questo o di quel ministro, degli inserti che pubblichiamo insieme al quotidiano e, magia delle magie, alzate i nostri ascolti, comprate i nostri giornali, votate i nostri bei faccioni, consolidate la fiducia ne i nostri schieramenti e via discorrendo..." No questo PICCOLO dubbio viene quando uno inizia a fare questo ragionamento:
1)Fino all'altro ieri nessuno sapeva, nessuno parlava
2)Fino ad ieri lo Stato pagava la pensione agli slavi che hanno infoibato gli Italiani (a dire il vero le paga ancora)
3)Fino ad ieri era argomento tabù persino a scuola
4)Oggi tutti ne parlano come se fosse una cosa che alla fine si sapeva.
A me, ora come ora, rimani il PICCOLO dubbio (che è in realtà una grande certezza) che:
1)La destra si sia spianata la strada per le elezioni europee facendo "quella che svela la verità"
2)La sinistra abbia fatto il mea culpa perché tanto ormai la storia sarebbe venuta alla luce quindi tanto valeva fare la figura dei pentiti
3)Giornalisti & Co. hanno (ovviamente) guardato al proprio tornaconto e quindi prodotto servizi, speciali, documentari strappalacrime Certo è che tutti e tre hanno fatto una cosa in comune: hanno speculato sulle vittime di una tragedia.
Ricordo ancora quando chiesi (ufficialmente, con tanto di lettera protocollata che ancora conservo) al preside della mia scuola un minuto di silenzio in onore dei caduti nelle foibe e questo me lo concesse salvo poi "dimenticarsi" di far suonare la campanella il giorno stabilito, la rabbia fu tanta, lo sdegno anche e diventarono ancora più grandi quando, l'anno successivo, fu la scuola stessa a promuovere il minuto di silenzio (d'altro canto è diventato obbligatorio) e il dialogo sulla questione "foibe" in classe, anche in quel caso tutti si erano fatti i propri conticini in tasca e avevano pensato che sarebbe stato meglio non rischiare che qualche genitore, vedendo il TG e scoprendo la verità, avesse potuto reclamare perché il rinomato istituto non aveva ancora informato gli alunni della questione. Ed ecco quindi che tutta un'Italia si è mossa sotto i fendenti dell'ipocrisia, ricordando dei martiri sulle cui ossa si è taciuto per anni e su cui ora si specula ignobilmente. Ecco perché io non ho degnato neanche di uno sguardo i Tg, gli speciali e tutti gli annessi e connessi perché semplicemente mi hanno disgustato, l'odore dell'opportunismo era talmente nauseante da farmi ribollire il sangue.
come me in "tanti" hanno provato disgusto di fronte all'ennesima pagliacciata di questa italietta, noi a questi giochi non ci stiamo, noi non ci illudiamo, noi diciamo no perché noi siamo quelli che da allora fino ad oggi abbiamo SEMPRE ricordato.
Emanuele Garziera - Fed. Prov. Como
