STATUTO MFL E PROGRAMMA POLITICO


Lo Statuto del MFL redatto a suo tempo dal fondatore e segretario nazionale pro tempore Giorgio Pisanò, viene modificato e sostituito dal seguente nuovo Statuto redatto dalla Dirigenza Nazionale eletta al III Congresso Nazionale tenutosi a Torino il 2 dicembre 2001.

CAPITOLO I

LEGALITA' E LICEITA' DEL MFL

Il Movimento Fascismo e libertà risulta essere a tutti gli effetti un'associazione politica totalmente legalizzata. Esso ha acquisito tale stato li legalità attraverso le numerose sentenze di archiviazione e/o assoluzione "...perché il reato non sussiste". Ed infatti il MFL non rientra nei reati previsti dalla XII Disposizione Transitoria della Costituzione Italiana.


CAPITOLO II

EMBLEMA

Il simbolo del Movimento Fascismo e Libertà (MFL) è composto dal Fascio Repubblicano di Mazzini e dalla scritta, da sinistra verso destra, "Fascismo e libertà" il tutto racchiuso all'interno di un perimetro circolare. Il colore del Fascio Mazziniano è il rosso; il fondo dell'emblema è il bianco, le scritte in nero.
In condizioni particolari ed a soli fini elettorali, il contrassegno sopra descritto del MFL potrà essere sostituito con altro analogo ove, invece della dicitura "Fascismo e Libertà", figuri la sola sigla "MFL".


CAPITOLO III

ORIGINI STORICHE

(PROLOGO)

E' d'obbligo citare le radici storiche dell'ideologia che distingue il MFL dagli altri partiti o movimenti politici affinché possano essere chiari per tutti due punti fondamentali:

1) LE RADICI DEL CREDO POLITICO DEL MFL

2) LA NECESSITA' Dl VALUTARE E CONOSCERE LA STORIA (italiana e fascista) NON GIA' PER GIUSTIFICARE LA NOSTRA PRESENZA POLITICA (in quanto questa risulta essere ormai scontata) MA PER DARE FINALMENTE LA GIUSTA LUCE ALLE VICENDE STORICHE DI IERI.

Si ritiene quindi opportuno, all'interno di codesto Statuto, indicare alcuni punti epici (i più importanti e significativi) della storia fascista ed italiana affinché ciò possa servire ai nuovi militanti (ma anche ai veterani) come base di riconoscimento e perfezionamento del proprio credo politico.

(COGNIZIONI GENERALI)

Il MFL è un Movimento politico che fonda le proprie radici nell'ideale Fascista Mussoliniano. Esso non si propone di rifondare il disciolto Partito Nazionale Fascista, né si pone contro l'universale idea democratica ma, al contrario, auspica il perfezionamento di tale soluzione politica attraverso il corporativismo, essenza dell'idea originale del Fascismo.
Il Movimento fa propria tutta l'ideologia Fascista Mussoliniana escludendo dal contesto politico, sociale e civile ogni qualsiasi forma di violenza fisica, morale e/o psicologica rivolta nei confronti dei cittadini appartenenti a qualsiasi nazione, razza, ceto e religione che non si riconoscono ideologicamente nel pensiero politico del MFL.

(RADICI STORICHE)

Il credo politico principale, quindi, risulta essere per il MFL il pensiero mussoliniano, dalla sua origine alla sua metamorfosi avutasi a Verona nel 1943, senza rinnegare alcun momento storico relativo sia a Mussolini, padre del pensiero originale, sia all'ideologia scaturita da quel pensiero. Riteniamo il fascismo di Mussolini un pensiero costantemente all'avanguardia nei tempi e un concetto politico sempre concretizzabile fino a quando esisterà una società desiderosa di darsi delle regole e delle leggi sociali giuste e civili.
Storicamente siamo quindi i prosecutori dell'ideale fascista, rivisto e corretto a seconda delle esigenze dei tempi. Crediamo sia il fascismo la matrice unica ed immortale con la quale poter "coniare" le regole basilari sociali, civili e politiche italiane. E proprio perché ci facciamo completamente carico dell'intero periodo Fascista riconosciamo la inattuabilità odierna di alcuni punti che furono pilastri del fascismo del cosiddetto "Ventennio".
DISAPPROVIAMO OGGI CIO' CHE AVREMMO PIENAMENTE APPROVATO IERI, momento storico in cui i comportamenti consolidativi fascisti, seguiti dalla necessità economica e finanziaria di acquisire "un posto al sole" nelle terre africane, facevano parte di una "forma mentis" tipica delle più prestigiose potenze europee come Francia e Gran Bretagna.

(CONTESTAZIONI STORICHE)

La storia Fascista ha subito, nel corso dei decenni, una manipolazione talmente complessa e profonda da parte di coloro che si definiscono i "vincitori" della II Guerra Mondiale, da far risultare quel momento storico, in maniera artificiosa e completamente falsata, come una sorta di profondo abisso dentro il quale il popolo italiano sarebbe stato trascinato dagli eventi violenti (tipici del fascismo, secondo alcuni legislatori) che si manifestarono dalla presa del potere da parte di Mussolini. Per questo il MFL ritiene doveroso, non solo agli occhi dei propri militanti, ma anche e soprattutto per ragioni di verità di fronte a tutti cittadini appartenenti allo Stato italiano, appoggiare la ricerca sulla verità storica di quel periodo attraverso le opere di revisionismo della storia fascista. In particolare riteniamo antistorica, faziosa e totalmente falsata la versione sulle cosiddette

"Squadre d'azione"

Fasciste, in quanto esse furono formate inizialmente non per offendere bensì per difendere sezioni e uomini del fascismo dalla violenza socialista, tipica di quei tempi tumultuosi in cui l'Italia stava rischiando di essere trascinata in una deriva autoritaria rossa, sull'esempio di quanto accaduto in Russia nell'ottobre del 1917.
Mussolini stesso, in uno dei suoi discorsi tenuti al Parlamento, rivolgendosi alla dirigenza dei partiti socialista e comunista, chiese la fine delle ostilità sul campo che avevano procurato oltre tremila morti nelle fila fasciste e appena qualche centinaio nelle fila opposte. La sua mano tesa in segno di pace non fu accettata e lo squadrismo subì ulteriori attacchi dai quali dovette difendersi a tutela della sopravvivenza dei componenti.
Infondata e calunniosa è poi la paternità attribuita a Mussolini del

"Delitto Matteotti"

Esso fu, in effetti, compiuto da uomini vicini al Fascismo, ma che agirono non certo nell'interesse di esso, bensì sotto il controllo diretto di forze politiche contrarie al consolidamento definitivo del fascismo. Il delitto Matteotti fu un ultimo disperato tentativo di creare odio, rancore e malcontento in tutti i settori dell'antifascismo e dell'opinione pubblica, fino a quel momento favorevole al fascismo, a Mussolini Capo del Governo ed al suo primo governo di coalizione, cui parteciparono esponenti di tutti i partiti politici, socialisti esclusi per loro stessa volontà. Riteniamo questo tentativo, cui seguì l'azione denominata "ritiro sull'Aventino" ad opera dei deputati socialisti, la vera causa che spinse Mussolini al totalitarismo.
Altro punto principale della storia italiana e fascista che viene fortemente contestato è quello relativo alle cause dello scoppio della

"II Guerra Mondiale"

Tale immane tragedia è stata falsamente imputata alla volontà di Mussolini di entrare in guerra, occultando volutamente e con premeditazione quella storia che invece vede come imputate e reali colpevoli le principali nazioni vincitrici della I Guerra Mondiale, vale a dire Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Riteniamo che il Trattato di Versailles sia stata la vera causa della II Guerra Mondiale, trattato le cui condizioni di pace umiliavano e smembravano la Germania sconfitta, ma umiliavano anche la stessa Italia benché fosse una delle nazioni vincitrici, nonché quella che pagò il più alto tributo di sangue fra queste.
La cecità, l'ottusità e la voracità delle potenze colonialiste e della politica britannica antifascista espressa dall'allora Ministro Eden (si ricordino tra le tante arroganze e soprusi subiti le sanzioni promosse dall'Inghilterra e approvate dalla Società delle Nazioni) fecero il resto, portando l'Italia nell'orbita della Germania e creando le basi del secondo conflitto mondiale.


CAPITOLO IV

FASI EVOLUTIVE DELL'IDEOLOGIA

Il fascismo ha avuto, nel corso degli anni, diverse fasi evolutive in campo sociale, economico e politico, le quali rendono, a maggiore ragione, ancora più assurda e anacronistica la prescrizione della Legge Scelba a proposito di "ricostituzione" del PNF.
Possiamo identificare quattro fasi di questa evoluzione: la prima fase "rivoluzionaria", che va dalla costituzione dei Fasci di Combattimento (1919) alla presa di potere del 28 ottobre 1922; la seconda fase, quella del cosiddetto Ventennio o "regime fascista" che si concretizza attraverso la collaborazione fra Monarchia Sabauda e Partito Nazionale Fascista (con la benedizione della Chiesa, non va dimenticato), che va dal 28/10/22 fino al tradimento del 25 luglio 1943; la terza fase, che fa risorgere il Fascismo dopo l'infamia dell'8 settembre e del rovesciamento del fronte di guerra, è quella comunemente definita repubblicana, concretizzatasi nella "Repubblica Sociale Italiana", e si caratterizza per un ritorno alle origini rivoluzionarie della prima fase e per il forte contenuto socialista dei suoi atti (cosa che già da sola rende inutile ed anacronistico fin dal 1943 l'assunto della Legge Scelba: il Fascismo del PNF già non esisteva più nel 1943 e mai più nessuno potrà pensare di ricostituirlo con quelle stesse caratteristiche).
La quarta fase si instaura oggi, dopo oltre cinquant'anni dalla sconfitta militare (ma non ideologica). Il fascismo del PNF e della RSI rimane vivo e presente solo per cultura, storia e tradizione. Politicamente il Fascismo del duemila è ben diverso da quello delle tre fasi precedenti. Esso non rincorre più il "posto al sole"; il tempo delle guerre coloniali è ormai passato. Il nuovo fascismo lascia volentieri, ora come allora, la paternità degli atti intimidatori, provocatori ed arroganti alle solite potenze "democratiche" quali Gran Bretagna, Israele e Stati Uniti, le quali, oggi come ieri, iniziano e finiscono guerre che creano a loro piacimento, interesse uso e consumo, seppure in nome della "democrazia". Ancora oggi le "democratiche" potenze colonialiste (perché tali sono rimaste nel corso della storia) detengono il controllo ed il potere finanziario di quasi tutto l'Occidente.
E proprio perché ancora oggi tutto è rimasto come ieri, il nuovo Fascismo deve tornare ad essere quel movimento rivoluzionario anticapitalista, anticomunista, antimassone, ed antimondialista che già a suo tempo seppe imporsi con una politica alternativa ed universale da contrapporre al socialcomunismo ed al liberalcapitalismo, quella famosa "Terza Via" per il bene del popolo e la tutela dei nostri confini, usi, costumi e tradizioni, pur nel pieno rispetto degli altrui confini e delle altrui tradizioni.
Oggi, quindi, nella quarta fase esiste un nuovo fascismo che, benché affondi le proprie radici nella cultura e nella storia del Fascismo Mussoliniano, nulla rinnegando del passato, ha nuovi connotati politici e nuove mete da raggiungere.


CAPITOLO V

STRUTTURA INTERNA DEL MOVIMENTO

Il Movimento si prefigge di regolamentarsi al proprio interno mediante una struttura in grado di organizzare e coordinare i militanti di ogni ordine e grado. A tal fine istituisce centri associativi culturali e di ricreazione, propone feste incontri, discussioni, dibattiti conferenze, convegni, congressi e tutto ciò che può essere inerente agli interessi politici, ideologici, storici e sociali del Movimento.
Tutto il sistema gerarchico é basato sulla più ampia democraticità attraverso il consenso elettorale proveniente dalla base, la quale elegge i rappresentanti delle varie categorie e di territorio. Questi, a loro volta, eleggono i vertici dell'organizzazione che rappresentano il Movimento a livello pubblico e legale.
La struttura, oltre ad essere costituita per categorie e territorio, è composta da tre "settori di base" e due "settori paralleli". I settori di base raggruppano i diversi livelli dell'organizzazione politica che, nell'insieme, formano la struttura intera del Movimento, mentre i settori paralleli costituiscono il supporto culturale e di formazioni sia per i militanti del Movimento, sia per coloro che dall'esterno si avvicinano al nostro raggruppamento politico.
Le prime tre strutture sono singolarmente composte nel seguente modo:

PRIMA STRUTTURA DI BASE

Militanti
Sezioni locali (Responsabili di sezione)
Coordinamenti Provinciali (Capi Provincia)
Rappresentanti Provinciali Categorie

SECONDA STRUTTURA DI BASE

Coordinamenti Regionali (Federali Regionali) - Esecutivo Nazionale
Responsabile Rapporti con la stampa - Esecutivo Nazionale
Responsabile Rapporti con l'estero - Esecutivo Nazionale
Rappresentanti Regionali Categorie - Esecutivo Nazionale

TERZA STRUTTURA DI BASE

Coordinamenti d'area (Commissari Federali) - Ufficio Politico
Tesoreria - Ufficio Politico
Vice Segreteria Nazionale - Ufficio Politico
Segreteria Nazionale - Ufficio Politico
Rappresentanti Nazionali Categorie - Ufficio Politico

Le strutture parallele sono invece composte come segue:


PRIMA STRUTTURA PARALLELA
Coordinamento giovanile "Gioventù Italiana"


SECONDA STRUTTURA PARALLELA
Coordinamento femminile "Le Ausiliarie"


ORGANIZZAZIONE DI CATEGORIA

L'organizzazione di categoria si articola in categorie produttrici che comprendo, ognuna, gli imprenditori, i tecnici, i lavoratori ed i pensionati del settore.
Le categorie sono le seguenti:
Amministrazione pubblica e polizia - Forze Armate - Industria - Commercio - Artigianato - Sanità - Previdenza - Territorio ed ambiente - Agricoltura, zootecnica e pesca - Energia - Trasporti - Comunicazioni - Turismo ed attività alberghiere - Credito ed assicurazioni - Libere professioni - Attività domestiche - Informazione - Pubblicità - Sport - Arte e spettacolo - Scuola - Cultura - Ricerca.

ORGANIZZAZIONE DI TERRITORIO

L'organizzazione di territorio è composta nell'ordine da:

Sezionale
Comunale
Provinciale
Regionale
Area

ORGANIZZAZIONE DELLE STRUTTURE E DEI SETTORI

Le categorie dei lavoratori vengono rappresentate ognuna da un esponente eletto a maggioranza da parte dei militanti di ogni singola categoria per ogni provincia. I rappresentanti delle categorie eletti in ogni regione eleggono i rappresentanti regionali.
Costoro eleggono a loro volta un Presidente nazionale per ogni categoria. Questi ultimi partecipano di diritto al Congresso Nazionale ed alle votazioni.
L'organizzazione territoriale viene rappresentata dai singoli esponenti delle varie sezioni, i quali votano i responsabili di sezione, che a loro volta designano i Capi Provincia.
Questi ultimi nominano i Federali Regionali, i quali conferiscono a loro volta la nomina ai Commissari Federali d'area.
I Federali Regionali ed i Commissari Federali d'area partecipano di diritto al Congresso Nazionale ed alle votazioni.

CAPITOLO VI

CONGRESSO NAZIONALE

Il Congresso Nazionale viene indetto in forma Ordinaria ogni 5 anni ed ha lo scopo di modificare, sostituire, annullare e creare le direttive, le linee di condotta politiche, l'organigramma ed il programma politico del movimento.
L'Assise può esser indetta in forma Straordinaria, se chiamata a riunirsi dietro richiesta del solo Segretario Nazionale, da altri membri dell'Ufficio Politico Nazionale o dal 50% + 1 dei membri dell'Esecutivo nazionale prima della scadenza dei 5 anni previsti.
Possono partecipare liberamente ai lavori congressuali tutti i militanti e simpatizzanti del MFL; a discrezione della Dirigenza Nazionale, possono essere invitati, inoltre, ospiti, giornalisti, esponenti dei diversi movimenti e/o partiti. Per nessuna delle categorie citate esiste l'obbligo, da parte della Dirigenza Nazionale, dell'invito ufficiale e documentato. Nessuno degli elencati di cui sopra ha diritto al voto, né può intervenire sui temi dell'Ordine del Giorno se non espressamente richiesto o concesso dalla Presidenza del Congresso Nazionale. Partecipano di diritto e votano i membri dell'Ufficio Politico Nazionale e dell'Esecutivo Nazionale.
Il Congresso Nazionale Ordinario viene preceduto dai congressi Provinciali e Regionali, all'interno dei quali si designeranno i componenti dell'Esecutivo Nazionale che parteciperanno allo stesso.
E' compito delle varie strutture territoriali informare nel migliore dei modi e per tempo gli aventi diritto al voto circa l'indizione dei Congressi locali, i quali, comunque, vengono pubblicizzati sull'organo di informazione interna insieme alla notizia dell'indizione del Congresso Nazionale. Tale pubblicazione deve recare: l'invito alla prima ed alla seconda convocazione, gli indirizzi ove si svolgerà il Congresso Nazionale; i giorni designati rispettivamente per la prima e seconda convocazione, gli orari di inizio dei lavori. In prima convocazione, la Presidenza del Congresso deve verificare la presenza del 50% più uno degli aventi diritto al voto. In caso di mancato raggiungimento del quorum il Congresso Nazionale viene rinviato alla seconda convocazione, nel luogo e per il giorno designato già annunciato nella comunicazione pubblicata sull'organo di informazione interno.
In seconda convocazione il Congresso Nazionale è da intendersi valido a tutti gli effetti, indipendentemente dal numero del presenti.
La pubblicazione dell'evento sul giornale di informazione interna del Movimento annulla l'obbligo per la Dirigenza Nazionale della spedizione degli inviti con Raccomandata A. R., purché la notizia venga pubblicata almeno un mese prima dallo svolgimento dell'Assise.
Le delibere ivi emesse hanno valore ufficiale all'interno del Movimento e non possono essere contestate da coloro che non hanno partecipato alla seconda convocazione.
La Presidenza del Congresso Nazionale è così composta all'apertura dei lavori: dal Segretario Nazionale in qualità di Presidente, dal Vice Segretario Nazionale in qualità di Vice Presidente e dai Commissari Federali in qualità, rispettivamente, di Segretario, Vice Segretario e Supervisore di controllo sulla regolarità dello svolgimento dei lavori.
E' facoltà degli aventi diritto al voto presenti in sala di chiedere e mettere ai voti la sostituzione parziale della Presidenza già composta dietro presentazione di valide motivazioni approvate a maggioranza dai partecipanti. La sostituzione dei membri della presidenza non inibisce costoro dall'esprimere le loro preferenze espresse attraverso le votazioni. Le votazioni possono essere effettuate per alzata di mano, attraverso schede prestampate, su fogli di carta ed in ogni altro modo che la Presidenza intenda mettere in atto purché accettato anche dagli aventi diritto al voto. Potranno esser indette, qualora venisse esplicitamente richieste dalla Presidenza o dagli aventi diritto al voto, votazioni a scrutinio segreto Tranne che per l'alzata di mano, tutti i voti espressi su carta (segreti o pubblici) dovranno essere visionati subito dopo la votazione ultimata dalla Presidenza del Congresso Nazionale, la quale avrà il dovere di chiamare due testimoni tra i partecipanti dell'Esecutivo Nazionale ad assistere allo spoglio delle schede. La mancata osservanza del presente articolo comporterà l'annullamento della votazione avvenuta e la ripetizione della stessa nel rispetto delle regole.
Tutto lo svolgimento del Congresso Nazionale dovrà essere verbalizzato dal Segretario e/o dal Vice Segretario, i quali redigeranno il verbale d'assemblea sul quale verranno riportate tutte le votazioni effettuate, le risultanze e le modifiche apportate alle Nomine, allo Statuto, all'Organigramma, alla linea politica ed al programma politico del Movimento.
Per ulteriori controversie o problematiche non espressamente specificate nel presente Statuto, sarà possibile presentare ricorso presso la Segreteria Nazionale eletta.
I ricorrenti potranno richiedere, entro e non oltre 15 giorni dalla chiusura del Congresso Nazionale, una riunione straordinaria della Direzione Nazionale neoeletta per discutere sulla controversia ma perché si possano ritenere validi i ricorsi, è necessario per i ricorrenti aver raccolto le firme di almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto presenti al Congresso Nazionale. I ricorsi inoltre dovranno precisare specificatamente i motivi del ricorso effettuato con la richiesta di attuazione della riunione Straordinaria.
La Dirigenza Nazionale, dopo aver vagliato i ricorsi presentati per tempo e con le caratteristiche richieste, potrà dare comunicazione, almeno un mese prima, del luogo e dei tempi di attuazione della Riunione Straordinaria attraverso l'organo di informazione interna.
Tale convocazione si deve intendere unica e non soggetta a seconda convocazione. Le decisioni prese nell'ambito della Riunione Straordinaria saranno valide indipendentemente dal numero degli intervenuti che avranno presentato ricorso.
Le controversie prese in esame potranno essere risolte con la relazione esposta dal rappresentante dei ricorrenti, e la risposta espressa dal Presidente eletto dalla Dirigenza Nazionale. Alla fine delle due relazioni, sia i ricorrenti, sia la Dirigenza Nazionale esprimeranno il voto a maggioranza sulle controversie. In caso di parità dei voti verrà indetta una seconda votazione a scrutinio segreto.
Tutti i ricorsi che non seguiranno alla lettera le norme contenute nel presente Statuto saranno considerati nulli e, pertanto, le delibere del Congresso Nazionale assumeranno piena validità per tutti gli iscritti del movimento.


CAPITOLO VII

PROGRAMMA POLITICO. PUNTI PRINCIPALI

Il Movimento Fascismo e Libertà è un'organizzazione politica che ha il fine di garantire il divenire del popolo italiano realizzando la democrazia delle categorie, ponendo cioè l'individuo al di sopra della lotta di classe, nel quadro di istituzioni rappresentative della volontà popolare liberamente elette (Presidente della Repubblica, Parlamento, Organi locali), dove il cittadino - produttore (imprenditore, tecnico, lavoratore) possa diventare compartecipe della gestione dello Stato e della produzione e beneficiario degli utili che dalla Produzione derivano, senza dover passare attraverso il filtro negativo e paralizzante dei partiti politici, diventati ormai egemoni ed arbitri incontrollabili della vita dei singoli e della collettività nazionale.
La piattaforma politico - programmatica del MFL si articola nei seguenti punti:

§ Noi viviamo in un secolo dominato e condizionato sotto ogni aspetto su scala mondiale dallo scontro e della crisi delle due concezioni politico - economico - sociali marxiste e liberalcapitalista ereditate dal secolo scorso. La soluzione è il superamento della lotta di classe, nella visione e nella sostanza della concezione corporativa e socializzatrice, punto di equilibrio e di incontro tra le esigenze dell'individuo e quelle della collettività.
§ Questa soluzione, che chiameremo FASCISMO, è oggi più che mai attuale, valida e proiettata nel futuro, sia di fronte all'ormai irreversibile crisi dell'ideologia marxista che sta affossando i postulati della lotta di classe, della dittatura del proletariato e dell'internazionalismo divenuti la bandiera del materialismo comunista e dell'imperialismo sovietico, sia di fronte alla impossibilità congenita del liberalcapitalismo, struttura portante del materialismo e dell'imperialismo americano, di uscire dagli schemi conservatori e reazionari dei suoi contenuti mercantili e di adeguarsi alle esigenze sempre più pressanti e ineludibili della evoluzione sociale e della presa di coscienza dei lavoratori.
§ Questa realtà si traduce nella richiesta ormai insopprimibile di considerare e trattare il lavoratore non più come merce da usare, sfruttare e pagare secondo le regole dettate dal mercato, ma come una delle tre fondamentali componenti della produzione accanto agli imprenditori (sia pubblici che privati) ed ai tecnici, perché sono i lavoratori - produttori, in definitiva, che alimentano la produzione e creano la ricchezza.
§ Una democrazia moderna, di conseguenza, deve essere intesa coma la sintesi delle esigenze di tulle le categorie che compongono la collettività nazionale e non può prescindere dalla effettiva partecipazione delle categorie stesse alla conduzione della cosa pubblica, attraverso la loro presenza legalizzata nelle Istituzioni della Repubblica che diventa così, di fatto, una Repubblica Sociale.
§ Questo tipo di democrazia, che possiamo definire "democrazia corporativa", costituisce oggi la sola, autentica soluzione sulla quale puntare per giungere a trasformare sostanzialmente, modernizzandole, le ormai evanescenti e impotenti strutture della Superata democrazia partitocratica.
§ La "democrazia corporativa" costituisce quindi l'obiettivo ideologico e politico del Fascismo moderno, nel quale ci riconosciamo, rivendicandone tutti i valori nazionali e sociali; quel Fascismo moderno, grande rivoluzione ancora incompiuta del nostro secolo, che garantisce la rappresentatività dei variegati interessi dei corpi sociali e delle correnti politiche, in un sistema che concilia l'esigenza di autorità con le libertà sostanziali, oggi conculcate ed eluse dall'attuale falsa democrazia dei partiti.
§ La democrazia, interpretata così in termini moderni dall'incontro tra Fascismo e Libertà, si compendia essenzialmente nel rispetto e nella salvaguardia delle libertà di stampa, di associazione, di espressione e di religione, in tre grandi realizzazioni:

a La Repubblica Presidenziale, con un Presidente direttamente eletto dal popolo e dotato di poteri esecutivi, con un mandato non rinnovabile e sottoposto al controllo del Parlamento.
b Un Parlamento bicamerale di elezione popolare, dove la Camera dei Deputati fa le leggi e il Senato della Repubblica, costituto dai rappresentanti delle corporazioni, ne verifica l'applicazione modificandole quando necessario, tenendo inoltre costantemente sotto controllo, con apposite Commissioni, le strutture dello Stato, del parastato e del sistema bancario. I rappresentanti di Camera e Senato dovranno essere eletti mediante un sistema elettorale proporzionale, unico sistema democratico che garantisce a tutte le forze politiche una rappresentanza proporzionale ai voti ricevuti, a differenza del sistema truffa maggioritario che azzera artificialmente le opposizioni, portando il panorama politico ad un bipartitismo di tipo britannico o americano. Tuttavia, avendo sperimentato l'ingovernabilità derivante dall'applicazione di un sistema proporzionale puro, il MFL auspica la creazione di un sistema proporzionale corretto, con sbarramento al 3% e conseguente premio di maggioranza.
c La Socializzazione, intesa come cogestione delle imprese da parte delle forze produttrici (imprenditori, tecnici e lavoratori), nel rispetto della proprietà privata frutto del lavoro, del risparmio individuale e integrazione della personalità umana, intesa come suddivisione degli utili derivanti dalla produzione e a questo scopo per legge destinati; utili raccolti periodicamente in una Cassa Nazionale gestita dalle categorie e ripartiti tra tutti i lavoratori, compresi quelli delle aziende che non hanno dato utili.

Tutto ciò premesso, il Raggruppamento "Fascismo e Libertà" indica quali obiettivi immediati di azione politica:

1. La riforma Istituzionale.
2. La riduzione dei poteri delle Regioni, delle quali è, comunque, auspicabile la soppressione perché strutture superflue e fonti inesauribili di sperperi incontrollati.
3. L'aumento dei poteri delle Province.
4. La revisione della legislazione e delle regolamentazioni vincolistiche che bloccano le iniziative e le attività degli Enti locali.
5. La riduzione degli oneri sociali e previdenziali, il cui esorbitare favorisce il proliferare del lavoro nero e aggrava il fenomeno della disoccupazione, specie giovanile.
6. Il controllo della immigrazione di mano d'opera, per contenere il fenomeno dilagante della immigrazione clandestina e della criminalità extracomunitaria.
7. Un piano energetico nucleare.
8. Una politica ecologica che riesca ad equilibrare, fuori da ogni isterismo, le necessità e le esigenze dei cittadini con difesa dell'ambiente.
9. La revisione della legislazione sull'aborto, considerando che la vita umana è tale dal momento del concepimento.
10. La tutela assoluta e certa delle garanzie e della libertà personale del cittadino, l'abolizione di tutta la legislazione di emergenza e la estromissione della figura processuale del "pentito". Inoltre il riordino del sistema giudiziario, per riportare i Magistrati fuori dalle lottizzazioni e dai condizionamenti di natura politica che ne avviliscono e ne compromettono la funzione, con la creazione di sezioni specializzate per i reati di droga, criminalità organizzata, sequestri di persona e corruzione.
11. L'intensificazione della lotta alla droga ed al crimine organizzato, con aggravi effettivi delle pene per i sequestratori di persone, gli spacciatori di droga e dei consumatori stessi che non dovessero accettare programmi di recupero.
12. La soppressione delle norme costituzionali transitorie e delle legislazioni speciali.
13. La pacificazione effettiva, con il riconoscimento del servizio militare prestato dai Combattenti della RSI e con il ristabilimento, a tutti i livelli, dalla Istruzione pubblica alle attività dei media, di quelle verità storiche che da più di mezzo secolo vengono sistematicamente deformate, ignorate, falsate.
14. La lotta al sistema mondialista globalizzatore, fautore di un monopolio mondiale che tende inesorabilmente verso una internazionalizzazione delle Nazioni, cancellando origini, usi, costumi e culture dei diversi popoli e all'unificazione in un'unica economia mondiale gestita la pochi individui che regolano il flusso di denaro, il commercio, la vita e la morte delle industrie e quindi del lavoro.
15. La chiusura di tutti i cosiddetti "centri sociali" italiani finanziati, difesi e sostenuti dai partiti di estrazione cattocomunista. Riteniamo, infatti, tali "centri" il braccio armato del comunismo ed il nucleo dissolutore della morale e della civiltà del popolo italiano. Criminalità, spaccio di droga, degrado ambientale ed illegalità di ogni genere sono spesso localizzati in questi "centri" difesi dalla sinistra. Essi in realtà rappresentano lo squadrismo comunista incontrastato ed intoccabile, anche a causa delle collusioni di ampi settori della Magistratura.
16. In politica estera la denuncia del Trattato di Pace del 1947 che costringe l'Italia al ruolo di Nazione a sovranità limitata, il rispetto delle alleanze e dei patti sottoscritti nel quadro di uno strenuo impegno per la realizzazione dell'Europa Nazione.
17. L'immediata uscita dell'Italia dalla NATO, divenuta ormai una vera e propria organizzazione terroristica supina ai voleri degli USA, e dalla cosiddetta Europa unita, che altro non è che l'Europa voluta da mercanti e banchieri per piegare gli Stati Nazionali ed i popoli ai propri voleri ed interessi commerciali, con conseguente ritorno della moneta nazionale abbandonata per fare posto alla moneta d'occupazione denominata "Euro".

Il Movimento Fascismo e Libertà si ispira ai concetti Mussoliniani ed intende propagandare la propria ideologia e il proprio pensiero attraverso azioni sociali, politiche e civili nel pieno rispetto delle leggi vigenti e conformemente a quanto espressamente previsto dalla Costituzione Italiana. Condanna, rifiuta e si estranea da qualsiasi forma di violenza usata sia a favore, sia contro l'ideologia che il Movimento rappresenta.
Concepisce la difesa del proprio pensiero attraverso l'uso degli stessi mezzi usati e concessi, sia legalmente, sia politicamente a tutti gli altri movimenti e/o partiti politici.
I militanti facenti parte della struttura del Movimento di ogni ordine, funzione e grado sono chiamati "Fascisti".
Il MFL non ha come scopo, né palese, né recondito, di ricostituire il disciolto Partito Nazionale Fascista, come già ampiamente illustrato nel presente Statuto, ma si prefigge di propagandare politicamente e culturalmente un pensiero avente come scopo primario gli interessi del Popolo Italiano.
A tale fine il MFL si impegna ad iniziare e portare avanti idee e concetti dell'ideologia quali:

§ il risveglio delle coscienze del Popolo Italiano nel considerarsi proprietario esclusivo della Nazione Italiana;
§ la riaffermazione dei concetti di Patria, Nazione e Famiglia;
§ la ferma volontà di essere considerati quale Popolo - Nazione e non Stato - Nazione;
§ la rieducazione sulle proprie origini e sui concetti di fratellanza con gli altri popoli del Pianeta;
§ la difesa morale, civile e sociale degli usi e dei costumi del Popolo Italiano;
§ la rieducazione sui valori morali e civili;
§ la necessità del bene collettivo e della collaborazione tra le classi sociali;
§ la necessità di agire con leggi adeguate verso i cittadini italiani più bisognosi sia nel campo sociale, sia in campo civile;
§ affermare il concetto che il bene collettivo è primario rispetto al bene del singolo.

IMMIGRAZIONE, SOCIETA' MULTIETNICA, MONDIALISMO E GLOBALIZZAZIONE

Crediamo che l'uomo, singolarmente inteso, sia un individuo originale, unico ed irripetibile, impossibile da clonare.
Alla luce di questa considerazione basilare, il MFL è certo che, cosi come l'uomo singolo non può essere uguale ad un altro uomo, altrettanto un Popolo non può essere uguale, ad un altro Popolo. Cultura origini, usi, costumi, religione, organizzazione sociale, economica, politica, finanziaria e via dicendo, rendono ogni Popolo diverso da un altro. Il concetto di diversità, si badi bene, non ha nulla a che fare con i beceri concetti espressi da un certo razzismo biologico, quali superiorità o inferiorità genetica di una razza. Ogni Popolo ha diritto a vivere secondo i suoi usi e costumi all'interno dei suoi confini nazionali, senza ingerenze ed interferenze da parte di chicchessia; ma ha anche il diritto di difendere i suoi confini dall'invasione più o meno pacifica di altri popoli ed etnie.
Il voler rendere un popolo uguale ad un altro è un pensiero, ma soprattutto un metodo di snaturalizzazione concepito a danno della massa per il beneficio speculativo e criminale di pochi.
Oggi il mondialismo vorrebbe far credere che è possibile la convivenza fra popoli originari di diversi continenti, mentre la storia e l'esperienza dimostrano come già all'interno di uno stesso continente esistono secolari lotte tribali (Africa), etniche (Europa) o religiose. Pretendere di imporre la convivenza forzata di vari popoli sullo stesso territorio non è altro che un sistema per perpetuare all'infinito questi conflitti già esistenti e di crearne di nuovi, come dimostrano, fra l'altro, le società ove il crogiolo etnico si è già realizzato. Gli Stati Uniti d'America, ad esempio, vantati da tutti come esempio di società multirazziale, sono una vera e propria polveriera dalla quale spesso esplodono scontri razziali fra neri e bianchi, fra neri ed orientali e fra orientali e bianchi.
Il MFL ritiene non solo impossibile l'esistenza di una pacifica società multirazziale, ma considera, al contrario, tale tentativo distruttivo e disgregatore delle origini di tutti quei popoli che verrebbero a mischiarsi fra loro.
Condannare la politica trasmigratoria selvaggia, la costituzione di società multietniche (peraltro mai voluta, né esplicitamente richiesta dal popolo italiano), la concretizzazione del mondialismo e della globalizzazione, (elementi già tutti in atto), deve essere un preciso diritto - dovere di tutti gli italiani, indipendentemente dal loro credo politico.
Ad ogni Nazione i suoi confini, ad ogni Popolo la sua cultura, ad ogni uomo le sue origini, la sua storia, la sua Patria.
Nella stessa ottica il MFL rifiuta l'imposizione dell'Europa di Maastricht, vero e proprio esempio di unione sovranazionale fra banchieri e grandi capitalisti che subordinano la vita e l'attività dei popoli esclusivamente ai loro interessi lobbistici, mentre auspica un'Europa unita non solo in nome di meri interessi economici, ma con l'obiettivo di divenire un'unione di Stati sovrani e di popoli che, ciascuno geloso delle proprie tradizioni, usi e costumi, collaborino tra loro con pari dignità perseguendo un comune interesse politico, economico e militare, il quale giammai subordinerà l'interesse di uno degli Stati membri a quello di qualsiasi potentato economico.

CAPITALISMO

Mondialismo, globalizzazione, società multietnica, immigrazione selvaggia, sono tutti tasselli facenti parte di un grande mosaico composto al fine di ottenere numerosi vantaggi solo per una ristretta cerchia di persone, ovvero per quella classe che nella storia è stata sempre la più privilegiata e la più agguerrita: quella dei capitalisti.
Il MFL si contrappone a tutti i potentati economici capaci di influenzare, se non addirittura subordinare, la politica del nostro Paese. Ma, allo stesso tempo, il capitalismo non viene da noi considerato come una classe da eliminare, bensì come una componente della struttura sociale. Sappiamo bene che la natura del capitalismo è quella di espandersi senza controllo, ma riteniamo che la forza di uno Stato, quello che il MFL concepisce e ricerca, risieda anche nel riuscire non ad eliminare tale componente sociale, importantissima ai fini produttivi del Paese, ma nel controllare, indirizzare e, là dove occorre, limitare o ampliare la forza espansiva del capitalismo secondo le esigenze della Nazione.
Nei confronti del capitalismo, elemento necessario per lo sviluppo e l'evoluzione di un popolo, deve essere applicata una delle regole sociali fondamentali: IL BENE COMUNE VIENE PRIMA DI QUELLO INDIVIDUALE. Al di fuori da questa ottica la classe capitalista diventa deleteria, incontrollabile e pericolosa per la vita del Popolo e della Nazione intera.

LOTTA ALL'USO IMPROPRIO DEI TERMINI "FASCISMO" E "FASCISTA"

Già dal 1943 le forze avverse al fascismo iniziarono una campagna denigratoria e discriminante contro questa ideologia. La propaganda orchestrata dal comunismo italiano, con il consenso e l'avvallo delle Nazioni vincitrici della II Guerra Mondiale, ha trasmesso nel tempo un concetto falso ed errato dell'ideologia fascista. Ogni forma di violenza, di repressione, di malvagità commessa dagli uomini di ogni credo e pensiero politico, è stata volutamente identificata attraverso l'uso improprio della parola FASCISMO, mentre i presunti colpevoli sono stati etichettati con il termine di FASCISTI.
Questa falsa concezione è stata divulgata nelle scuole, nelle piazze, nelle fabbriche, con l'ausilio di tutti i mezzi di comunicazione ed informazione, e mentre era in atto questa criminale campagna di demonizzazione del nostro ideale e di un intero periodo storico, le forze politiche della cosiddetta "destra", presenti sulla scena politica italiana dagli anni 50 ai nostri giorni, poco o nulla hanno fatto per limitare i danni ideologici che venivano arrecati, aiutando anzi, con la loro indifferenza ed apatia, se non addirittura per un preciso tornaconto politico e d'immagine, la crescita della zizzania antifascista.
Le Leggi liberticide ed i piccoli "poteri" concessi dal regime dei vincitori ai leaders della cosiddetta destra "neofascista" hanno allontanato le mete ed annebbiato le idee, i valori ed i principi per i quali si doveva combattere, tanto che persino fra chi si dice portatore del pensiero mussoliniano si preferisce non utilizzare la definizione di "fascista", considerata controproducente ed impresentabile.
Riscattare definitivamente il concetto di Fascismo e l'aggettivo Fascista è parte integrante del nostro programma politico. Lottare contro la falsa storia e la falsa cultura di un regime che spaccia per pericolosa e criminale una dottrina ideologica che ha il solo torto di essere diversa dalle altre e di avere nella sua storia un Ventennio di prosperità e progresso sociale che tutto il mondo ci invidiò, diventa obbligatorio per il nostro Movimento.
La divulgazione capillare del revisionismo storico, l'eliminazione di ogni diffamazione e calunnia passata o presente, la tutela nelle Aule dei Tribunali della nostra dignità di Fascisti, saranno le battaglie principali che il nostro MFL dovrà combattere per riportare sulla scena politica italiana l'ideologia fascista della quale siamo portatori.
Il cosiddetto "antifascismo", vero e proprio "disvalore" trasversale che ha infestato più di mezzo secolo di vita politica italiana, ha consentito a forze politiche di svariate tendenze di unirsi per raggirare il popolo italiano e per mascherare decenni di corruzione, tangenti, ruberie, finanziamenti illeciti…
Riteniamo sia giunto il momento di cambiare rotta.

INDIPENDENZA DALLE FORZE MILITARI D'OCCUPAZIONE ED AUTONOMIA NAZIONALE

Il MFL si prefigge una politica che valorizzi la libertà del popolo italiano da ogni legame e vincolo costrittore sancito dalle forze vincitrici della II Guerra Mondiale. Lottare per l'indipendenza nazionale contro il colonialismo americano, è l'ulteriore lotta che il Movimento Fascismo e Libertà si prefigge di portare avanti.
E' inutile negare che la nostra Nazione sia stata conquistata, occupata e colonizzata principalmente dalle forze americane, le quali hanno fatto del nostro suolo patrio un luogo di commercio spregiudicato ed un'immensa base aerea per le loro azioni terroristiche, molte delle quali compiute in Medio Oriente ed ultimamente anche nella ex Yugoslavia ed in Afghanistan. Le basi NATO sono gli avamposti attraverso i quali gli USA controllano e dirigono la vita politica, sociale, civile e militare dell'Italia, imponendogli persino quella partecipazione ad azioni di guerra che la stessa Costituzione vieta espressamente.
Il Movimento Fascismo e Libertà esige dall'America colonialista ed imperialista una diversa considerazione dell'Italia. Non più colonia ma terra libera, avente un popolo libero ed una Nazione indipendente. Imputiamo agli americani le stragi terroristiche volutamente commesse con i bombardamenti indiscriminati e criminali compiuti sulle nostre città durante l'ultima guerra mondiale, per le quali non esiste nessun prezzo che possa, neppure in parte, riparare i danni subiti ed il dolore inflitto al nostro popolo.
Riteniamo gli USA colpevoli dei numerosi mali che oggi affliggono la nostra Nazione, allo stesso modo in cui riteniamo colpevoli i comunisti italiani per essersi alleati con gli USA prima e per aver tentato poi di svendere l'Italia all'URSS ad ostilità concluse.
Il MFL chiede e chiederà sempre l'uscita dell'Italia dalla NATO, organizzazione ormai priva di senso e significato dopo il crollo dell'ex URSS, nonché l'eliminazione dal suolo italiano delle basi NATO e soprattutto delle basi d'occupazione USA, ancora presenti sul suolo patrio dal 1945.

FISCO

Il movimento Fascismo e Libertà, certo che tutti i Cittadini siano uguali davanti allo Stato, ritiene primario diritto degli stessi di espletare il dovere contributivo, siano Essi lavoratori autonomi che dipendenti, con uguale procedura.
Si devono pertanto abolire i "sostituti d'imposta", le trattenute in busta paga ed ogni forma di anticipo o ritenuta anteriore alla Dichiarazione annuale del reddito.
All'atto della dichiarazione del reddito annuale, in modello unificato per tutti i Cittadini Produttori, gli stessi scorporeranno dal loro reddito ogni spesa dimostrabile sostenuta per lo svolgimento dell'attività, per la conduzione della famiglia, per la propria esistenza e per il miglioramento della propria condizione sociale; defalcheranno inoltre ogni credito vantato nei confronti dello Stato.
La totale deducibilità di ogni spesa sostenuta e documentata dal cittadino, oltre a realizzare un prelievo fiscale equo basato sul reddito che realmente rimane a disposizione del lavoratore, avrà i seguenti benefici effetti immediati:

1. Eliminazione del cosiddetto "nero" di artigiani e commercianti, poiché tutti i cittadini avranno interesse a documentare ogni loro spesa, essendo essa detraibile dal reddito.
2. Eliminazione della piaga del secondo lavoro e del lavoro "nero" in genere, poiché nessuno avrà più interesse nel rivolgersi a questo vero e proprio mercato "parallelo" non in grado di offrire documentazioni circa le spese sostenute.
3. Creazione di nuovi posti di lavoro resi liberi dall'eliminazione del lavoro nero.
4. Incentivazione e sostegno delle famiglie, grazie alla totale deducibilità delle spese sostenute per il mantenimento ed il benessere della stessa.
5. Incremento dei consumi e maggiore circolazione di denaro.
PREVIDENZA ASSICURATIVA E PENSIONISTICA

Libera scelta, pur nella obbligatorietà dell'atto, per ogni Cittadino Produttore, di preparare il suo fondo pensione e tutelare la previdenza assicurativa malattia ed infortuni attraverso l'Istituto Assicurativo, Bancario privato o statale di sua preferenza. Lo Stato garantirà la solvibilità e la rispettabilità degli Istituti atti a ciò.

COGESTIONE

Il Cittadino Produttore, dipendente presso un'azienda, ha il diritto di partecipare alla gestione della stessa entrando con la sua partecipazione nelle scelte di sviluppo e di operatività aziendali, di goderne il frutto degli utili e, così facendo, responsabilizzandosi nell'impegno in essa profuso, valorizzando l'accantonamento dei fondi riservati al trattamento di fine rapporto (TFR).
Lo Stato deve fornire i mezzi e le garanzie affinché simili esperienze divengano realtà, come sancisce il disatteso articolo 40 della Costituzione.

STRATEGIA D'AZIONE POLITICA

Il MFL si propone quale Terza Via nella politica italiana, chiaramente e dichiaratamente fascista, proponendosi come sintesi alle istanze della destra e della sinistra, sulla falsariga di quanto realizzò il fascismo del 1919, nato come sintesi fra socialismo e liberalcapitalismo.
Questo comporta una totale estraneità ai due Poli oggi esistenti ed una irrinunciabile equidistanza fra gli stessi.
A queste condizioni, il MFL si dichiara aperto alla collaborazione politica con singoli, associazioni, movimenti, partiti che condivideranno questa scelta e questa impostazione alternativa, senza preclusioni né pregiudizi di sorta.
Per gli stessi motivi di cui sopra, il MFL si dichiara indisponibile ad esaminare alleanze ed apparentamenti con realtà che non condividono questa equidistanza e che si dichiarano più o meno vicine ad uno dei due Poli esistenti.

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APPENDICE

Dati i continui riferimenti del programma politico MFL ai temi della socializzazione e del lavoro, riteniamo utile completare lo Statuto con una elaborazione esplicativa redatta dal Responsabile MFL del Centro Italia.

DEMOCRAZIA CORPORATIVA/ECONOMICA

COGESTIONE

1. La Cogestione è quella forma di gestione di un soggetto che si chiama industria, impresa, azienda, ditta, società, ente, istituto, etc., che vede la presenza negli organi dirigenziali e deliberanti di rappresentanti dei dirigenti, quadri, lavoratori/prestatori d'opera (maestranze); uno di questi organismi può essere il Consiglio di Amministrazione, oppure altre forme partecipative aziendali.
2. La Cogestione, è quella forma di partecipazione al governo di un soggetto pubblico o privato, che può essere stabilita e/o prevista o nel contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), o nel contratto collettivo territoriale, o nel contratto collettivo aziendale, oppure essa può essere regolata da una norma legislativa (legge). Tale forma o formula, può interessare tutti i tipi di aziende operanti in qualsiasi campo, e vale soprattutto per le grosse e medie aziende/imprese.
3. La Cogestione vede rappresentati nel governo dell'impresa: il capitale, rappresentato nelle sue forme consuete e le maestranze degli altri soggetti presenti in azienda, scelte nelle forme più chiare e semplici come ad esempio, l'elezione dei propri rappresentanti nel governo dell'impresa (es. Consiglio di Amministrazione, o altre forme di rappresentanza aziendale).
4. Da un punto di vista sociale, la forma di Cogestione modifica l'attuale rapporto tra capitale e lavoro, ovvero tra padrone e dipendente; questa forma è ancora più necessaria in un mondo economico senza più regole (l'unica regola è non avere regole, ovvero il liberismo come regola), perché condizionato da forme e formule imposte dalla globalizzazione dei mercati, sempre più ingovernabili, instauratasi dalla fine politica e sociale dell'accordo di Yalta, sottoscritto sulla testa di tutti i popoli nel 1945 e comunemente rappresentato dal crollo del muro di Berlino nel 1989, che segna la definitiva sconfitta storica del comunismo come alternativa, al capitalismo.

SOCIALIZZAZIONE

La Socializzazione dei mezzi di produzione di cose, beni e servizi, è legata strettamente a quell'ambito di importanza sociale e strategica che impresa, azienda, ente, istituto ecc. ricoprono a livello territoriale e/o nazionale. Se tali attività e/o produzioni sono classificate importanti e/o strategiche per l'interesse nazionale, sia dal punto di vista economico, tecnologico, sociale, ambientale o di ricerca, la socializzazione si rende certamente auspicabile e doverosa; essa deve essere necessariamente stabilita e tutelata legislativamente, ad essa si può e si deve affiancare una forma di Cogestione, dove nel governo dell'impresa vengano necessariamente rappresentati, oltre che il capitale e le maestranze, anche i rappresentanti di quelle istituzioni pubbliche interessate al buon andamento dell'impresa (ad esempio i rappresentanti di Università, Ricerca, Difesa, Industria, Lavoro, Tesoro). Questo in parte avviene già in alcuni settori di pubblica utilità, come ad esempio nel Consiglio di Amministrazione della Società FS S.p.A., limitatamente ad alcuni soggetti pubblici. Pertanto, la Socializzazione è applicabile, magari migliorandone gli aspetti specifici e particolari, in moltissime forme imprenditoriali, sia pubbliche, sia private.

LA DIVISIONE DEGLI UTILI

1. La Divisione degli Utili dell'azienda/impresa, società, ente…, è una forma e/o formula del tutto innovativa, legata alla evoluzione miglorativa degli attuali standard contrattuali dei soggetti più deboli esistenti nel mondo del lavoro, ovvero dei dirigenti, quadri, dei lavoratori/prestatori d'opera (maestranze).
2. Questa formula parte dal presupposto tendente al superamento del vecchio concetto che regolava i rapporti fra capitale/lavoro, padrone/dipendente, sfruttatore/sfruttato, che la storia sta inevitabilmente ed inesorabilmente superando.
3. La forma di Divisione degli Utili, è la logica conseguenza della formula capitale + lavoro = utile ovvero "lucro". Se nel processo di creazione del "lucro" (utile), partecipa innanzitutto il capitale (il padrone o soggetto, chiunque esso sia), è altrettanto vero che vi partecipano anche il dirigente/quadro, con le sue capacità intellettuali e professionali, come pure il lavoratore/prestatore d'opera con il suo impegno operativo e non si capisce perché questi altri soggetti presenti nel processo produttivo prima e dell'utile poi, non debbano vantare la partecipazione alla suddivisione dell'utile stesso, o vi partecipino limitatamente mediante visioni paternalistiche e/o incentivanti legate al solo sfruttamento intensivo degli impianti per una mera maggiore produttività, utile unicamente al solo soggetto "capitale".
4. La Suddivisione degli Utili riguarda soltanto ed unicamente questi ultimi (lucro), non riguarda il compenso mensile/annuale pattuito contrattualmente tra i soggetti aziendali e sindacali; questi restano comunque dei meccanismi e soggetti che si svilupperanno e si modificheranno conseguentemente all'evoluzione dei nuovi metodi e/metodologie più moderne di "partecipazione" dei dipendenti - dirigenti/quadri - lavoratori/prestatori d'opera, al processo di produzione dell'utile in Cogestione col capitale, il quale comunque resta necessario ed indispensabile allo scopo.
5. La Divisione degli Utili, logicamente e necessariamente, deve tenere conto di fattori incontrovertibili sul piano economico, ovvero al capitale investito nell'impresa, va e deve essere riconosciuto un ammortamento dello stesso, come pure deve essere riconsiderato capitale investito in azienda tutto il fondo incamerato dall'azienda relativo al trattamento di fine rapporto (TFR) che ogni dipendente lascia mensilmente/annualmente a disposizione delle casse dell'azienda/impresa, oppure da altre forme partecipative azionarie detenute dalle maestranze.
6. In questa ottica, va rivista e riordinata tutta la materia comunemente detta dello Stato Sociale, nel quale sono compresi tutti gli "ammortizzatori sociali", ad esempio la cassa integrazione guadagni, ordinaria e straordinaria, gestita dall'INPS (già Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale), anche al fine di prevedere che in caso di mancanza di utili da ridistribuire, l'azienda/impresa venga posta nelle condizioni di un suo riassetto, rilancio, riconversione o quant'altro, comprendendo anche la sua eventuale liquidazione, falliti tutti i tentativi precedenti; nel frattempo alle maestranze verrà garantito comunque un minimo di ridistribuzione degli utili del settore, erogati dall'ente preposto (INPS?).
7. Uno Stato non può prescindere dall'applicazione e/o introduzione di meccanismi sociali, tutelati legislativamente, tendenti a migliorare nella forma e nella sostanza, il modo di vita sociale ed economico dei propri cittadini, imprenditori, dirigenti, lavoratori e finanche disoccupati.
8. La realizzazione di un sistema eticamente e socialmente onesto e corretto, deve necessariamente scontrarsi con un sistema conservatore, geloso dei propri egoismi e privilegi, legati a formule politiche/economiche e sociali ormai in via di superamento. Noi del Movimento Fascismo e Libertà ne siamo consapevoli; il nostro compito politico e sociale oggi è far conoscere le nostre idee, le nostre posizioni e proposte a tutti i cittadini italiani ed europei. Dobbiamo denunciare pubblicamente la pericolosità delle ultime monarchie assolute esistenti nel pianeta e rappresentate dalle superpotenze economiche speculative e finanziarie, incontrollate e incontrollabili, che nessun governo o struttura multinazionale vuole contestare e/o definire terrorismo economico illegale, perché da queste evidentemente traggono i loro malefici benefici di potere. Quello che noi proponiamo, è la Democrazia Corporativa o Democrazia Economica, ove il cittadino/lavoratore/imprenditore/artigiano/ecc., dopo il raggiungimento del diritto civile e politico individuale, ambisce anche al giusto e sacrosanto diritto civile e sociale, al benessere economico per sé e per la sua famiglia ed alla garanzia di potere vivere dignitosamente mediante il suo lavoro.