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Lo
Statuto del MFL redatto a suo tempo dal fondatore e segretario nazionale
pro tempore Giorgio Pisanò, viene modificato e sostituito dal seguente
nuovo Statuto redatto dalla Dirigenza Nazionale eletta al III Congresso
Nazionale tenutosi a Torino il 2 dicembre 2001.
CAPITOLO I
LEGALITA' E LICEITA' DEL MFL
Il Movimento Fascismo e libertà
risulta essere a tutti gli effetti un'associazione politica totalmente
legalizzata. Esso ha acquisito tale stato li legalità attraverso
le numerose sentenze di archiviazione e/o assoluzione "...perché
il reato non sussiste". Ed infatti il MFL non rientra nei reati previsti
dalla XII Disposizione Transitoria della Costituzione Italiana.
CAPITOLO II
EMBLEMA
Il simbolo del Movimento Fascismo
e Libertà (MFL) è composto dal Fascio Repubblicano di Mazzini
e dalla scritta, da sinistra verso destra, "Fascismo e libertà"
il tutto racchiuso all'interno di un perimetro circolare. Il colore del
Fascio Mazziniano è il rosso; il fondo dell'emblema è il
bianco, le scritte in nero.
In condizioni particolari ed a soli fini elettorali, il contrassegno sopra
descritto del MFL potrà essere sostituito con altro analogo ove,
invece della dicitura "Fascismo e Libertà", figuri la
sola sigla "MFL".
CAPITOLO III
ORIGINI STORICHE
(PROLOGO)
E' d'obbligo citare le radici
storiche dell'ideologia che distingue il MFL dagli altri partiti o movimenti
politici affinché possano essere chiari per tutti due punti fondamentali:
1) LE RADICI DEL CREDO POLITICO
DEL MFL
2) LA NECESSITA' Dl VALUTARE E CONOSCERE LA STORIA (italiana e fascista)
NON GIA' PER GIUSTIFICARE LA NOSTRA PRESENZA POLITICA (in quanto questa
risulta essere ormai scontata) MA PER DARE FINALMENTE LA GIUSTA LUCE
ALLE VICENDE STORICHE DI IERI.
Si ritiene quindi opportuno,
all'interno di codesto Statuto, indicare alcuni punti epici (i più
importanti e significativi) della storia fascista ed italiana affinché
ciò possa servire ai nuovi militanti (ma anche ai veterani) come
base di riconoscimento e perfezionamento del proprio credo politico.
(COGNIZIONI GENERALI)
Il MFL è un Movimento
politico che fonda le proprie radici nell'ideale Fascista Mussoliniano.
Esso non si propone di rifondare il disciolto Partito Nazionale Fascista,
né si pone contro l'universale idea democratica ma, al contrario,
auspica il perfezionamento di tale soluzione politica attraverso il corporativismo,
essenza dell'idea originale del Fascismo.
Il Movimento fa propria tutta l'ideologia Fascista Mussoliniana escludendo
dal contesto politico, sociale e civile ogni qualsiasi forma di violenza
fisica, morale e/o psicologica rivolta nei confronti dei cittadini appartenenti
a qualsiasi nazione, razza, ceto e religione che non si riconoscono ideologicamente
nel pensiero politico del MFL.
(RADICI STORICHE)
Il credo politico principale,
quindi, risulta essere per il MFL il pensiero mussoliniano, dalla sua
origine alla sua metamorfosi avutasi a Verona nel 1943, senza rinnegare
alcun momento storico relativo sia a Mussolini, padre del pensiero originale,
sia all'ideologia scaturita da quel pensiero. Riteniamo il fascismo di
Mussolini un pensiero costantemente all'avanguardia nei tempi e un concetto
politico sempre concretizzabile fino a quando esisterà una società
desiderosa di darsi delle regole e delle leggi sociali giuste e civili.
Storicamente siamo quindi i prosecutori dell'ideale fascista, rivisto
e corretto a seconda delle esigenze dei tempi. Crediamo sia il fascismo
la matrice unica ed immortale con la quale poter "coniare" le
regole basilari sociali, civili e politiche italiane. E proprio perché
ci facciamo completamente carico dell'intero periodo Fascista riconosciamo
la inattuabilità odierna di alcuni punti che furono pilastri del
fascismo del cosiddetto "Ventennio".
DISAPPROVIAMO OGGI CIO' CHE AVREMMO PIENAMENTE APPROVATO IERI, momento
storico in cui i comportamenti consolidativi fascisti, seguiti dalla necessità
economica e finanziaria di acquisire "un posto al sole" nelle
terre africane, facevano parte di una "forma mentis" tipica
delle più prestigiose potenze europee come Francia e Gran Bretagna.
(CONTESTAZIONI
STORICHE)
La storia Fascista ha subito,
nel corso dei decenni, una manipolazione talmente complessa e profonda
da parte di coloro che si definiscono i "vincitori" della II
Guerra Mondiale, da far risultare quel momento storico, in maniera artificiosa
e completamente falsata, come una sorta di profondo abisso dentro il quale
il popolo italiano sarebbe stato trascinato dagli eventi violenti (tipici
del fascismo, secondo alcuni legislatori) che si manifestarono dalla presa
del potere da parte di Mussolini. Per questo il MFL ritiene doveroso,
non solo agli occhi dei propri militanti, ma anche e soprattutto per ragioni
di verità di fronte a tutti cittadini appartenenti allo Stato italiano,
appoggiare la ricerca sulla verità storica di quel periodo attraverso
le opere di revisionismo della storia fascista. In particolare riteniamo
antistorica, faziosa e totalmente falsata la versione sulle cosiddette
"Squadre
d'azione"
Fasciste, in quanto esse furono
formate inizialmente non per offendere bensì per difendere sezioni
e uomini del fascismo dalla violenza socialista, tipica di quei tempi
tumultuosi in cui l'Italia stava rischiando di essere trascinata in una
deriva autoritaria rossa, sull'esempio di quanto accaduto in Russia nell'ottobre
del 1917.
Mussolini stesso, in uno dei suoi discorsi tenuti al Parlamento, rivolgendosi
alla dirigenza dei partiti socialista e comunista, chiese la fine delle
ostilità sul campo che avevano procurato oltre tremila morti nelle
fila fasciste e appena qualche centinaio nelle fila opposte. La sua mano
tesa in segno di pace non fu accettata e lo squadrismo subì ulteriori
attacchi dai quali dovette difendersi a tutela della sopravvivenza dei
componenti.
Infondata e calunniosa è poi la paternità attribuita a Mussolini
del
"Delitto
Matteotti"
Esso fu, in effetti, compiuto
da uomini vicini al Fascismo, ma che agirono non certo nell'interesse
di esso, bensì sotto il controllo diretto di forze politiche contrarie
al consolidamento definitivo del fascismo. Il delitto Matteotti fu un
ultimo disperato tentativo di creare odio, rancore e malcontento in tutti
i settori dell'antifascismo e dell'opinione pubblica, fino a quel momento
favorevole al fascismo, a Mussolini Capo del Governo ed al suo primo governo
di coalizione, cui parteciparono esponenti di tutti i partiti politici,
socialisti esclusi per loro stessa volontà. Riteniamo questo tentativo,
cui seguì l'azione denominata "ritiro sull'Aventino"
ad opera dei deputati socialisti, la vera causa che spinse Mussolini al
totalitarismo.
Altro punto principale della storia italiana e fascista che viene fortemente
contestato è quello relativo alle cause dello scoppio della
"II Guerra
Mondiale"
Tale immane tragedia è
stata falsamente imputata alla volontà di Mussolini di entrare
in guerra, occultando volutamente e con premeditazione quella storia che
invece vede come imputate e reali colpevoli le principali nazioni vincitrici
della I Guerra Mondiale, vale a dire Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Riteniamo che il Trattato di Versailles sia stata la vera causa della
II Guerra Mondiale, trattato le cui condizioni di pace umiliavano e smembravano
la Germania sconfitta, ma umiliavano anche la stessa Italia benché
fosse una delle nazioni vincitrici, nonché quella che pagò
il più alto tributo di sangue fra queste.
La cecità, l'ottusità e la voracità delle potenze
colonialiste e della politica britannica antifascista espressa dall'allora
Ministro Eden (si ricordino tra le tante arroganze e soprusi subiti le
sanzioni promosse dall'Inghilterra e approvate dalla Società delle
Nazioni) fecero il resto, portando l'Italia nell'orbita della Germania
e creando le basi del secondo conflitto mondiale.
CAPITOLO IV
FASI EVOLUTIVE DELL'IDEOLOGIA
Il fascismo ha avuto, nel corso
degli anni, diverse fasi evolutive in campo sociale, economico e politico,
le quali rendono, a maggiore ragione, ancora più assurda e anacronistica
la prescrizione della Legge Scelba a proposito di "ricostituzione"
del PNF.
Possiamo identificare quattro fasi di questa evoluzione: la prima fase
"rivoluzionaria", che va dalla costituzione dei Fasci di Combattimento
(1919) alla presa di potere del 28 ottobre 1922; la seconda fase, quella
del cosiddetto Ventennio o "regime fascista" che si concretizza
attraverso la collaborazione fra Monarchia Sabauda e Partito Nazionale
Fascista (con la benedizione della Chiesa, non va dimenticato), che va
dal 28/10/22 fino al tradimento del 25 luglio 1943; la terza fase, che
fa risorgere il Fascismo dopo l'infamia dell'8 settembre e del rovesciamento
del fronte di guerra, è quella comunemente definita repubblicana,
concretizzatasi nella "Repubblica Sociale Italiana", e si caratterizza
per un ritorno alle origini rivoluzionarie della prima fase e per il forte
contenuto socialista dei suoi atti (cosa che già da sola rende
inutile ed anacronistico fin dal 1943 l'assunto della Legge Scelba: il
Fascismo del PNF già non esisteva più nel 1943 e mai più
nessuno potrà pensare di ricostituirlo con quelle stesse caratteristiche).
La quarta fase si instaura oggi, dopo oltre cinquant'anni dalla sconfitta
militare (ma non ideologica). Il fascismo del PNF e della RSI rimane vivo
e presente solo per cultura, storia e tradizione. Politicamente il Fascismo
del duemila è ben diverso da quello delle tre fasi precedenti.
Esso non rincorre più il "posto al sole"; il tempo delle
guerre coloniali è ormai passato. Il nuovo fascismo lascia volentieri,
ora come allora, la paternità degli atti intimidatori, provocatori
ed arroganti alle solite potenze "democratiche" quali Gran Bretagna,
Israele e Stati Uniti, le quali, oggi come ieri, iniziano e finiscono
guerre che creano a loro piacimento, interesse uso e consumo, seppure
in nome della "democrazia". Ancora oggi le "democratiche"
potenze colonialiste (perché tali sono rimaste nel corso della
storia) detengono il controllo ed il potere finanziario di quasi tutto
l'Occidente.
E proprio perché ancora oggi tutto è rimasto come ieri,
il nuovo Fascismo deve tornare ad essere quel movimento rivoluzionario
anticapitalista, anticomunista, antimassone, ed antimondialista che già
a suo tempo seppe imporsi con una politica alternativa ed universale da
contrapporre al socialcomunismo ed al liberalcapitalismo, quella famosa
"Terza Via" per il bene del popolo e la tutela dei nostri confini,
usi, costumi e tradizioni, pur nel pieno rispetto degli altrui confini
e delle altrui tradizioni.
Oggi, quindi, nella quarta fase esiste un nuovo fascismo che, benché
affondi le proprie radici nella cultura e nella storia del Fascismo Mussoliniano,
nulla rinnegando del passato, ha nuovi connotati politici e nuove mete
da raggiungere.
CAPITOLO V
STRUTTURA INTERNA DEL MOVIMENTO
Il Movimento si prefigge di regolamentarsi
al proprio interno mediante una struttura in grado di organizzare e coordinare
i militanti di ogni ordine e grado. A tal fine istituisce centri associativi
culturali e di ricreazione, propone feste incontri, discussioni, dibattiti
conferenze, convegni, congressi e tutto ciò che può essere
inerente agli interessi politici, ideologici, storici e sociali del Movimento.
Tutto il sistema gerarchico é basato sulla più ampia democraticità
attraverso il consenso elettorale proveniente dalla base, la quale elegge
i rappresentanti delle varie categorie e di territorio. Questi, a loro
volta, eleggono i vertici dell'organizzazione che rappresentano il Movimento
a livello pubblico e legale.
La struttura, oltre ad essere costituita per categorie e territorio, è
composta da tre "settori di base" e due "settori paralleli".
I settori di base raggruppano i diversi livelli dell'organizzazione politica
che, nell'insieme, formano la struttura intera del Movimento, mentre i
settori paralleli costituiscono il supporto culturale e di formazioni
sia per i militanti del Movimento, sia per coloro che dall'esterno si
avvicinano al nostro raggruppamento politico.
Le prime tre strutture sono singolarmente composte nel seguente modo:
PRIMA STRUTTURA DI BASE
Militanti
Sezioni locali (Responsabili di sezione)
Coordinamenti Provinciali (Capi Provincia)
Rappresentanti Provinciali Categorie
SECONDA STRUTTURA
DI BASE
Coordinamenti Regionali (Federali
Regionali) - Esecutivo Nazionale
Responsabile Rapporti con la stampa - Esecutivo Nazionale
Responsabile Rapporti con l'estero - Esecutivo Nazionale
Rappresentanti Regionali Categorie - Esecutivo Nazionale
TERZA STRUTTURA DI BASE
Coordinamenti d'area (Commissari
Federali) - Ufficio Politico
Tesoreria - Ufficio Politico
Vice Segreteria Nazionale - Ufficio Politico
Segreteria Nazionale - Ufficio Politico
Rappresentanti Nazionali Categorie - Ufficio Politico
Le strutture parallele sono invece
composte come segue:
PRIMA STRUTTURA PARALLELA
Coordinamento giovanile "Gioventù Italiana"
SECONDA STRUTTURA PARALLELA
Coordinamento femminile "Le Ausiliarie"
ORGANIZZAZIONE DI CATEGORIA
L'organizzazione di categoria
si articola in categorie produttrici che comprendo, ognuna, gli imprenditori,
i tecnici, i lavoratori ed i pensionati del settore.
Le categorie sono le seguenti:
Amministrazione pubblica e polizia - Forze Armate - Industria - Commercio
- Artigianato - Sanità - Previdenza - Territorio ed ambiente -
Agricoltura, zootecnica e pesca - Energia - Trasporti - Comunicazioni
- Turismo ed attività alberghiere - Credito ed assicurazioni -
Libere professioni - Attività domestiche - Informazione - Pubblicità
- Sport - Arte e spettacolo - Scuola - Cultura - Ricerca.
ORGANIZZAZIONE DI TERRITORIO
L'organizzazione di territorio
è composta nell'ordine da:
Sezionale
Comunale
Provinciale
Regionale
Area
ORGANIZZAZIONE DELLE STRUTTURE
E DEI SETTORI
Le categorie dei lavoratori vengono
rappresentate ognuna da un esponente eletto a maggioranza da parte dei
militanti di ogni singola categoria per ogni provincia. I rappresentanti
delle categorie eletti in ogni regione eleggono i rappresentanti regionali.
Costoro eleggono a loro volta un Presidente nazionale per ogni categoria.
Questi ultimi partecipano di diritto al Congresso Nazionale ed alle votazioni.
L'organizzazione territoriale viene rappresentata dai singoli esponenti
delle varie sezioni, i quali votano i responsabili di sezione, che a loro
volta designano i Capi Provincia.
Questi ultimi nominano i Federali Regionali, i quali conferiscono a loro
volta la nomina ai Commissari Federali d'area.
I Federali Regionali ed i Commissari Federali d'area partecipano di diritto
al Congresso Nazionale ed alle votazioni.
CAPITOLO VI
CONGRESSO NAZIONALE
Il Congresso Nazionale viene
indetto in forma Ordinaria ogni 5 anni ed ha lo scopo di modificare, sostituire,
annullare e creare le direttive, le linee di condotta politiche, l'organigramma
ed il programma politico del movimento.
L'Assise può esser indetta in forma Straordinaria, se chiamata
a riunirsi dietro richiesta del solo Segretario Nazionale, da altri membri
dell'Ufficio Politico Nazionale o dal 50% + 1 dei membri dell'Esecutivo
nazionale prima della scadenza dei 5 anni previsti.
Possono partecipare liberamente ai lavori congressuali tutti i militanti
e simpatizzanti del MFL; a discrezione della Dirigenza Nazionale, possono
essere invitati, inoltre, ospiti, giornalisti, esponenti dei diversi movimenti
e/o partiti. Per nessuna delle categorie citate esiste l'obbligo, da parte
della Dirigenza Nazionale, dell'invito ufficiale e documentato. Nessuno
degli elencati di cui sopra ha diritto al voto, né può intervenire
sui temi dell'Ordine del Giorno se non espressamente richiesto o concesso
dalla Presidenza del Congresso Nazionale. Partecipano di diritto e votano
i membri dell'Ufficio Politico Nazionale e dell'Esecutivo Nazionale.
Il Congresso Nazionale Ordinario viene preceduto dai congressi Provinciali
e Regionali, all'interno dei quali si designeranno i componenti dell'Esecutivo
Nazionale che parteciperanno allo stesso.
E' compito delle varie strutture territoriali informare nel migliore dei
modi e per tempo gli aventi diritto al voto circa l'indizione dei Congressi
locali, i quali, comunque, vengono pubblicizzati sull'organo di informazione
interna insieme alla notizia dell'indizione del Congresso Nazionale. Tale
pubblicazione deve recare: l'invito alla prima ed alla seconda convocazione,
gli indirizzi ove si svolgerà il Congresso Nazionale; i giorni
designati rispettivamente per la prima e seconda convocazione, gli orari
di inizio dei lavori. In prima convocazione, la Presidenza del Congresso
deve verificare la presenza del 50% più uno degli aventi diritto
al voto. In caso di mancato raggiungimento del quorum il Congresso Nazionale
viene rinviato alla seconda convocazione, nel luogo e per il giorno designato
già annunciato nella comunicazione pubblicata sull'organo di informazione
interno.
In seconda convocazione il Congresso Nazionale è da intendersi
valido a tutti gli effetti, indipendentemente dal numero del presenti.
La pubblicazione dell'evento sul giornale di informazione interna del
Movimento annulla l'obbligo per la Dirigenza Nazionale della spedizione
degli inviti con Raccomandata A. R., purché la notizia venga pubblicata
almeno un mese prima dallo svolgimento dell'Assise.
Le delibere ivi emesse hanno valore ufficiale all'interno del Movimento
e non possono essere contestate da coloro che non hanno partecipato alla
seconda convocazione.
La Presidenza del Congresso Nazionale è così composta all'apertura
dei lavori: dal Segretario Nazionale in qualità di Presidente,
dal Vice Segretario Nazionale in qualità di Vice Presidente e dai
Commissari Federali in qualità, rispettivamente, di Segretario,
Vice Segretario e Supervisore di controllo sulla regolarità dello
svolgimento dei lavori.
E' facoltà degli aventi diritto al voto presenti in sala di chiedere
e mettere ai voti la sostituzione parziale della Presidenza già
composta dietro presentazione di valide motivazioni approvate a maggioranza
dai partecipanti. La sostituzione dei membri della presidenza non inibisce
costoro dall'esprimere le loro preferenze espresse attraverso le votazioni.
Le votazioni possono essere effettuate per alzata di mano, attraverso
schede prestampate, su fogli di carta ed in ogni altro modo che la Presidenza
intenda mettere in atto purché accettato anche dagli aventi diritto
al voto. Potranno esser indette, qualora venisse esplicitamente richieste
dalla Presidenza o dagli aventi diritto al voto, votazioni a scrutinio
segreto Tranne che per l'alzata di mano, tutti i voti espressi su carta
(segreti o pubblici) dovranno essere visionati subito dopo la votazione
ultimata dalla Presidenza del Congresso Nazionale, la quale avrà
il dovere di chiamare due testimoni tra i partecipanti dell'Esecutivo
Nazionale ad assistere allo spoglio delle schede. La mancata osservanza
del presente articolo comporterà l'annullamento della votazione
avvenuta e la ripetizione della stessa nel rispetto delle regole.
Tutto lo svolgimento del Congresso Nazionale dovrà essere verbalizzato
dal Segretario e/o dal Vice Segretario, i quali redigeranno il verbale
d'assemblea sul quale verranno riportate tutte le votazioni effettuate,
le risultanze e le modifiche apportate alle Nomine, allo Statuto, all'Organigramma,
alla linea politica ed al programma politico del Movimento.
Per ulteriori controversie o problematiche non espressamente specificate
nel presente Statuto, sarà possibile presentare ricorso presso
la Segreteria Nazionale eletta.
I ricorrenti potranno richiedere, entro e non oltre 15 giorni dalla chiusura
del Congresso Nazionale, una riunione straordinaria della Direzione Nazionale
neoeletta per discutere sulla controversia ma perché si possano
ritenere validi i ricorsi, è necessario per i ricorrenti aver raccolto
le firme di almeno il 50% più uno degli aventi diritto al voto
presenti al Congresso Nazionale. I ricorsi inoltre dovranno precisare
specificatamente i motivi del ricorso effettuato con la richiesta di attuazione
della riunione Straordinaria.
La Dirigenza Nazionale, dopo aver vagliato i ricorsi presentati per tempo
e con le caratteristiche richieste, potrà dare comunicazione, almeno
un mese prima, del luogo e dei tempi di attuazione della Riunione Straordinaria
attraverso l'organo di informazione interna.
Tale convocazione si deve intendere unica e non soggetta a seconda convocazione.
Le decisioni prese nell'ambito della Riunione Straordinaria saranno valide
indipendentemente dal numero degli intervenuti che avranno presentato
ricorso.
Le controversie prese in esame potranno essere risolte con la relazione
esposta dal rappresentante dei ricorrenti, e la risposta espressa dal
Presidente eletto dalla Dirigenza Nazionale. Alla fine delle due relazioni,
sia i ricorrenti, sia la Dirigenza Nazionale esprimeranno il voto a maggioranza
sulle controversie. In caso di parità dei voti verrà indetta
una seconda votazione a scrutinio segreto.
Tutti i ricorsi che non seguiranno alla lettera le norme contenute nel
presente Statuto saranno considerati nulli e, pertanto, le delibere del
Congresso Nazionale assumeranno piena validità per tutti gli iscritti
del movimento.
CAPITOLO VII
PROGRAMMA POLITICO. PUNTI
PRINCIPALI
Il Movimento Fascismo e Libertà
è un'organizzazione politica che ha il fine di garantire il divenire
del popolo italiano realizzando la democrazia delle categorie, ponendo
cioè l'individuo al di sopra della lotta di classe, nel quadro
di istituzioni rappresentative della volontà popolare liberamente
elette (Presidente della Repubblica, Parlamento, Organi locali), dove
il cittadino - produttore (imprenditore, tecnico, lavoratore) possa diventare
compartecipe della gestione dello Stato e della produzione e beneficiario
degli utili che dalla Produzione derivano, senza dover passare attraverso
il filtro negativo e paralizzante dei partiti politici, diventati ormai
egemoni ed arbitri incontrollabili della vita dei singoli e della collettività
nazionale.
La piattaforma politico - programmatica del MFL si articola nei seguenti
punti:
§
Noi viviamo in un secolo dominato e condizionato sotto ogni
aspetto su scala mondiale dallo scontro e della crisi delle due concezioni
politico - economico - sociali marxiste e liberalcapitalista ereditate
dal secolo scorso. La soluzione è il superamento della lotta
di classe, nella visione e nella sostanza della concezione corporativa
e socializzatrice, punto di equilibrio e di incontro tra le esigenze
dell'individuo e quelle della collettività.
§ Questa soluzione,
che chiameremo FASCISMO, è oggi più che mai attuale, valida
e proiettata nel futuro, sia di fronte all'ormai irreversibile crisi
dell'ideologia marxista che sta affossando i postulati della lotta di
classe, della dittatura del proletariato e dell'internazionalismo divenuti
la bandiera del materialismo comunista e dell'imperialismo sovietico,
sia di fronte alla impossibilità congenita del liberalcapitalismo,
struttura portante del materialismo e dell'imperialismo americano, di
uscire dagli schemi conservatori e reazionari dei suoi contenuti mercantili
e di adeguarsi alle esigenze sempre più pressanti e ineludibili
della evoluzione sociale e della presa di coscienza dei lavoratori.
§ Questa realtà
si traduce nella richiesta ormai insopprimibile di considerare e trattare
il lavoratore non più come merce da usare, sfruttare e pagare
secondo le regole dettate dal mercato, ma come una delle tre fondamentali
componenti della produzione accanto agli imprenditori (sia pubblici
che privati) ed ai tecnici, perché sono i lavoratori - produttori,
in definitiva, che alimentano la produzione e creano la ricchezza.
§ Una democrazia moderna,
di conseguenza, deve essere intesa coma la sintesi delle esigenze di
tulle le categorie che compongono la collettività nazionale e
non può prescindere dalla effettiva partecipazione delle categorie
stesse alla conduzione della cosa pubblica, attraverso la loro presenza
legalizzata nelle Istituzioni della Repubblica che diventa così,
di fatto, una Repubblica Sociale.
§ Questo tipo di democrazia,
che possiamo definire "democrazia corporativa", costituisce
oggi la sola, autentica soluzione sulla quale puntare per giungere a
trasformare sostanzialmente, modernizzandole, le ormai evanescenti e
impotenti strutture della Superata democrazia partitocratica.
§ La "democrazia
corporativa" costituisce quindi l'obiettivo ideologico e politico
del Fascismo moderno, nel quale ci riconosciamo, rivendicandone tutti
i valori nazionali e sociali; quel Fascismo moderno, grande rivoluzione
ancora incompiuta del nostro secolo, che garantisce la rappresentatività
dei variegati interessi dei corpi sociali e delle correnti politiche,
in un sistema che concilia l'esigenza di autorità con le libertà
sostanziali, oggi conculcate ed eluse dall'attuale falsa democrazia
dei partiti.
§ La democrazia, interpretata
così in termini moderni dall'incontro tra Fascismo e Libertà,
si compendia essenzialmente nel rispetto e nella salvaguardia delle
libertà di stampa, di associazione, di espressione e di religione,
in tre grandi realizzazioni:
a La Repubblica Presidenziale,
con un Presidente direttamente eletto dal popolo e dotato di poteri
esecutivi, con un mandato non rinnovabile e sottoposto al controllo
del Parlamento.
b Un Parlamento bicamerale di elezione popolare, dove la Camera
dei Deputati fa le leggi e il Senato della Repubblica, costituto dai
rappresentanti delle corporazioni, ne verifica l'applicazione modificandole
quando necessario, tenendo inoltre costantemente sotto controllo, con
apposite Commissioni, le strutture dello Stato, del parastato e del
sistema bancario. I rappresentanti di Camera e Senato dovranno essere
eletti mediante un sistema elettorale proporzionale, unico sistema democratico
che garantisce a tutte le forze politiche una rappresentanza proporzionale
ai voti ricevuti, a differenza del sistema truffa maggioritario che
azzera artificialmente le opposizioni, portando il panorama politico
ad un bipartitismo di tipo britannico o americano. Tuttavia, avendo
sperimentato l'ingovernabilità derivante dall'applicazione di
un sistema proporzionale puro, il MFL auspica la creazione di un sistema
proporzionale corretto, con sbarramento al 3% e conseguente premio di
maggioranza.
c La Socializzazione, intesa come cogestione delle imprese da
parte delle forze produttrici (imprenditori, tecnici e lavoratori),
nel rispetto della proprietà privata frutto del lavoro, del risparmio
individuale e integrazione della personalità umana, intesa come
suddivisione degli utili derivanti dalla produzione e a questo scopo
per legge destinati; utili raccolti periodicamente in una Cassa Nazionale
gestita dalle categorie e ripartiti tra tutti i lavoratori, compresi
quelli delle aziende che non hanno dato utili.
Tutto ciò premesso, il
Raggruppamento "Fascismo e Libertà" indica quali obiettivi
immediati di azione politica:
1. La riforma Istituzionale.
2. La riduzione dei poteri delle Regioni, delle quali è,
comunque, auspicabile la soppressione perché strutture superflue
e fonti inesauribili di sperperi incontrollati.
3. L'aumento dei poteri delle Province.
4. La revisione della legislazione e delle regolamentazioni vincolistiche
che bloccano le iniziative e le attività degli Enti locali.
5. La riduzione degli oneri sociali e previdenziali, il cui esorbitare
favorisce il proliferare del lavoro nero e aggrava il fenomeno della
disoccupazione, specie giovanile.
6. Il controllo della immigrazione di mano d'opera, per contenere
il fenomeno dilagante della immigrazione clandestina e della criminalità
extracomunitaria.
7. Un piano energetico nucleare.
8. Una politica ecologica che riesca ad equilibrare, fuori da
ogni isterismo, le necessità e le esigenze dei cittadini con
difesa dell'ambiente.
9. La revisione della legislazione sull'aborto, considerando
che la vita umana è tale dal momento del concepimento.
10. La tutela assoluta e certa delle garanzie e della libertà
personale del cittadino, l'abolizione di tutta la legislazione di emergenza
e la estromissione della figura processuale del "pentito".
Inoltre il riordino del sistema giudiziario, per riportare i Magistrati
fuori dalle lottizzazioni e dai condizionamenti di natura politica che
ne avviliscono e ne compromettono la funzione, con la creazione di sezioni
specializzate per i reati di droga, criminalità organizzata,
sequestri di persona e corruzione.
11. L'intensificazione della lotta alla droga ed al crimine organizzato,
con aggravi effettivi delle pene per i sequestratori di persone, gli
spacciatori di droga e dei consumatori stessi che non dovessero accettare
programmi di recupero.
12. La soppressione delle norme costituzionali transitorie e
delle legislazioni speciali.
13. La pacificazione effettiva, con il riconoscimento del servizio
militare prestato dai Combattenti della RSI e con il ristabilimento,
a tutti i livelli, dalla Istruzione pubblica alle attività dei
media, di quelle verità storiche che da più di mezzo secolo
vengono sistematicamente deformate, ignorate, falsate.
14. La lotta al sistema mondialista globalizzatore, fautore di
un monopolio mondiale che tende inesorabilmente verso una internazionalizzazione
delle Nazioni, cancellando origini, usi, costumi e culture dei diversi
popoli e all'unificazione in un'unica economia mondiale gestita la pochi
individui che regolano il flusso di denaro, il commercio, la vita e
la morte delle industrie e quindi del lavoro.
15. La chiusura di tutti i cosiddetti "centri sociali"
italiani finanziati, difesi e sostenuti dai partiti di estrazione cattocomunista.
Riteniamo, infatti, tali "centri" il braccio armato del comunismo
ed il nucleo dissolutore della morale e della civiltà del popolo
italiano. Criminalità, spaccio di droga, degrado ambientale ed
illegalità di ogni genere sono spesso localizzati in questi "centri"
difesi dalla sinistra. Essi in realtà rappresentano lo squadrismo
comunista incontrastato ed intoccabile, anche a causa delle collusioni
di ampi settori della Magistratura.
16. In politica estera la denuncia del Trattato di Pace del 1947
che costringe l'Italia al ruolo di Nazione a sovranità limitata,
il rispetto delle alleanze e dei patti sottoscritti nel quadro di uno
strenuo impegno per la realizzazione dell'Europa Nazione.
17. L'immediata uscita dell'Italia dalla NATO, divenuta ormai
una vera e propria organizzazione terroristica supina ai voleri degli
USA, e dalla cosiddetta Europa unita, che altro non è che l'Europa
voluta da mercanti e banchieri per piegare gli Stati Nazionali ed i
popoli ai propri voleri ed interessi commerciali, con conseguente ritorno
della moneta nazionale abbandonata per fare posto alla moneta d'occupazione
denominata "Euro".
Il Movimento Fascismo e Libertà
si ispira ai concetti Mussoliniani ed intende propagandare la propria
ideologia e il proprio pensiero attraverso azioni sociali, politiche e
civili nel pieno rispetto delle leggi vigenti e conformemente a quanto
espressamente previsto dalla Costituzione Italiana. Condanna, rifiuta
e si estranea da qualsiasi forma di violenza usata sia a favore, sia contro
l'ideologia che il Movimento rappresenta.
Concepisce la difesa del proprio pensiero attraverso l'uso degli stessi
mezzi usati e concessi, sia legalmente, sia politicamente a tutti gli
altri movimenti e/o partiti politici.
I militanti facenti parte della struttura del Movimento di ogni ordine,
funzione e grado sono chiamati "Fascisti".
Il MFL non ha come scopo, né palese, né recondito, di ricostituire
il disciolto Partito Nazionale Fascista, come già ampiamente illustrato
nel presente Statuto, ma si prefigge di propagandare politicamente e culturalmente
un pensiero avente come scopo primario gli interessi del Popolo Italiano.
A tale fine il MFL si impegna ad iniziare e portare avanti idee e concetti
dell'ideologia quali:
§ il
risveglio delle coscienze del Popolo Italiano nel considerarsi proprietario
esclusivo della Nazione Italiana;
§ la
riaffermazione dei concetti di Patria, Nazione e Famiglia;
§ la
ferma volontà di essere considerati quale Popolo - Nazione e
non Stato - Nazione;
§ la
rieducazione sulle proprie origini e sui concetti di fratellanza con
gli altri popoli del Pianeta;
§ la
difesa morale, civile e sociale degli usi e dei costumi del Popolo Italiano;
§ la
rieducazione sui valori morali e civili;
§ la
necessità del bene collettivo e della collaborazione tra le classi
sociali;
§ la
necessità di agire con leggi adeguate verso i cittadini italiani
più bisognosi sia nel campo sociale, sia in campo civile;
§ affermare
il concetto che il bene collettivo è primario rispetto al bene
del singolo.
IMMIGRAZIONE, SOCIETA' MULTIETNICA,
MONDIALISMO E GLOBALIZZAZIONE
Crediamo che l'uomo, singolarmente
inteso, sia un individuo originale, unico ed irripetibile, impossibile
da clonare.
Alla luce di questa considerazione basilare, il MFL è certo che,
cosi come l'uomo singolo non può essere uguale ad un altro uomo,
altrettanto un Popolo non può essere uguale, ad un altro Popolo.
Cultura origini, usi, costumi, religione, organizzazione sociale, economica,
politica, finanziaria e via dicendo, rendono ogni Popolo diverso da un
altro. Il concetto di diversità, si badi bene, non ha nulla a che
fare con i beceri concetti espressi da un certo razzismo biologico, quali
superiorità o inferiorità genetica di una razza. Ogni Popolo
ha diritto a vivere secondo i suoi usi e costumi all'interno dei suoi
confini nazionali, senza ingerenze ed interferenze da parte di chicchessia;
ma ha anche il diritto di difendere i suoi confini dall'invasione più
o meno pacifica di altri popoli ed etnie.
Il voler rendere un popolo uguale ad un altro è un pensiero, ma
soprattutto un metodo di snaturalizzazione concepito a danno della massa
per il beneficio speculativo e criminale di pochi.
Oggi il mondialismo vorrebbe far credere che è possibile la convivenza
fra popoli originari di diversi continenti, mentre la storia e l'esperienza
dimostrano come già all'interno di uno stesso continente esistono
secolari lotte tribali (Africa), etniche (Europa) o religiose. Pretendere
di imporre la convivenza forzata di vari popoli sullo stesso territorio
non è altro che un sistema per perpetuare all'infinito questi conflitti
già esistenti e di crearne di nuovi, come dimostrano, fra l'altro,
le società ove il crogiolo etnico si è già realizzato.
Gli Stati Uniti d'America, ad esempio, vantati da tutti come esempio di
società multirazziale, sono una vera e propria polveriera dalla
quale spesso esplodono scontri razziali fra neri e bianchi, fra neri ed
orientali e fra orientali e bianchi.
Il MFL ritiene non solo impossibile l'esistenza di una pacifica società
multirazziale, ma considera, al contrario, tale tentativo distruttivo
e disgregatore delle origini di tutti quei popoli che verrebbero a mischiarsi
fra loro.
Condannare la politica trasmigratoria selvaggia, la costituzione di società
multietniche (peraltro mai voluta, né esplicitamente richiesta
dal popolo italiano), la concretizzazione del mondialismo e della globalizzazione,
(elementi già tutti in atto), deve essere un preciso diritto -
dovere di tutti gli italiani, indipendentemente dal loro credo politico.
Ad ogni Nazione i suoi confini, ad ogni Popolo la sua cultura, ad ogni
uomo le sue origini, la sua storia, la sua Patria.
Nella stessa ottica il MFL rifiuta l'imposizione dell'Europa di Maastricht,
vero e proprio esempio di unione sovranazionale fra banchieri e grandi
capitalisti che subordinano la vita e l'attività dei popoli esclusivamente
ai loro interessi lobbistici, mentre auspica un'Europa unita non solo
in nome di meri interessi economici, ma con l'obiettivo di divenire un'unione
di Stati sovrani e di popoli che, ciascuno geloso delle proprie tradizioni,
usi e costumi, collaborino tra loro con pari dignità perseguendo
un comune interesse politico, economico e militare, il quale giammai subordinerà
l'interesse di uno degli Stati membri a quello di qualsiasi potentato
economico.
CAPITALISMO
Mondialismo, globalizzazione,
società multietnica, immigrazione selvaggia, sono tutti tasselli
facenti parte di un grande mosaico composto al fine di ottenere numerosi
vantaggi solo per una ristretta cerchia di persone, ovvero per quella
classe che nella storia è stata sempre la più privilegiata
e la più agguerrita: quella dei capitalisti.
Il MFL si contrappone a tutti i potentati economici capaci di influenzare,
se non addirittura subordinare, la politica del nostro Paese. Ma, allo
stesso tempo, il capitalismo non viene da noi considerato come una classe
da eliminare, bensì come una componente della struttura sociale.
Sappiamo bene che la natura del capitalismo è quella di espandersi
senza controllo, ma riteniamo che la forza di uno Stato, quello che il
MFL concepisce e ricerca, risieda anche nel riuscire non ad eliminare
tale componente sociale, importantissima ai fini produttivi del Paese,
ma nel controllare, indirizzare e, là dove occorre, limitare o
ampliare la forza espansiva del capitalismo secondo le esigenze della
Nazione.
Nei confronti del capitalismo, elemento necessario per lo sviluppo e l'evoluzione
di un popolo, deve essere applicata una delle regole sociali fondamentali:
IL BENE COMUNE VIENE PRIMA DI QUELLO INDIVIDUALE. Al di fuori da questa
ottica la classe capitalista diventa deleteria, incontrollabile e pericolosa
per la vita del Popolo e della Nazione intera.
LOTTA ALL'USO IMPROPRIO DEI
TERMINI "FASCISMO" E "FASCISTA"
Già dal 1943 le forze
avverse al fascismo iniziarono una campagna denigratoria e discriminante
contro questa ideologia. La propaganda orchestrata dal comunismo italiano,
con il consenso e l'avvallo delle Nazioni vincitrici della II Guerra Mondiale,
ha trasmesso nel tempo un concetto falso ed errato dell'ideologia fascista.
Ogni forma di violenza, di repressione, di malvagità commessa dagli
uomini di ogni credo e pensiero politico, è stata volutamente identificata
attraverso l'uso improprio della parola FASCISMO, mentre i presunti colpevoli
sono stati etichettati con il termine di FASCISTI.
Questa falsa concezione è stata divulgata nelle scuole, nelle piazze,
nelle fabbriche, con l'ausilio di tutti i mezzi di comunicazione ed informazione,
e mentre era in atto questa criminale campagna di demonizzazione del nostro
ideale e di un intero periodo storico, le forze politiche della cosiddetta
"destra", presenti sulla scena politica italiana dagli anni
50 ai nostri giorni, poco o nulla hanno fatto per limitare i danni ideologici
che venivano arrecati, aiutando anzi, con la loro indifferenza ed apatia,
se non addirittura per un preciso tornaconto politico e d'immagine, la
crescita della zizzania antifascista.
Le Leggi liberticide ed i piccoli "poteri" concessi dal regime
dei vincitori ai leaders della cosiddetta destra "neofascista"
hanno allontanato le mete ed annebbiato le idee, i valori ed i principi
per i quali si doveva combattere, tanto che persino fra chi si dice portatore
del pensiero mussoliniano si preferisce non utilizzare la definizione
di "fascista", considerata controproducente ed impresentabile.
Riscattare definitivamente il concetto di Fascismo e l'aggettivo Fascista
è parte integrante del nostro programma politico. Lottare contro
la falsa storia e la falsa cultura di un regime che spaccia per pericolosa
e criminale una dottrina ideologica che ha il solo torto di essere diversa
dalle altre e di avere nella sua storia un Ventennio di prosperità
e progresso sociale che tutto il mondo ci invidiò, diventa obbligatorio
per il nostro Movimento.
La divulgazione capillare del revisionismo storico, l'eliminazione di
ogni diffamazione e calunnia passata o presente, la tutela nelle Aule
dei Tribunali della nostra dignità di Fascisti, saranno le battaglie
principali che il nostro MFL dovrà combattere per riportare sulla
scena politica italiana l'ideologia fascista della quale siamo portatori.
Il cosiddetto "antifascismo", vero e proprio "disvalore"
trasversale che ha infestato più di mezzo secolo di vita politica
italiana, ha consentito a forze politiche di svariate tendenze di unirsi
per raggirare il popolo italiano e per mascherare decenni di corruzione,
tangenti, ruberie, finanziamenti illeciti
Riteniamo sia giunto il momento di cambiare rotta.
INDIPENDENZA DALLE FORZE MILITARI
D'OCCUPAZIONE ED AUTONOMIA NAZIONALE
Il MFL si prefigge una politica
che valorizzi la libertà del popolo italiano da ogni legame e vincolo
costrittore sancito dalle forze vincitrici della II Guerra Mondiale. Lottare
per l'indipendenza nazionale contro il colonialismo americano, è
l'ulteriore lotta che il Movimento Fascismo e Libertà si prefigge
di portare avanti.
E' inutile negare che la nostra Nazione sia stata conquistata, occupata
e colonizzata principalmente dalle forze americane, le quali hanno fatto
del nostro suolo patrio un luogo di commercio spregiudicato ed un'immensa
base aerea per le loro azioni terroristiche, molte delle quali compiute
in Medio Oriente ed ultimamente anche nella ex Yugoslavia ed in Afghanistan.
Le basi NATO sono gli avamposti attraverso i quali gli USA controllano
e dirigono la vita politica, sociale, civile e militare dell'Italia, imponendogli
persino quella partecipazione ad azioni di guerra che la stessa Costituzione
vieta espressamente.
Il Movimento Fascismo e Libertà esige dall'America colonialista
ed imperialista una diversa considerazione dell'Italia. Non più
colonia ma terra libera, avente un popolo libero ed una Nazione indipendente.
Imputiamo agli americani le stragi terroristiche volutamente commesse
con i bombardamenti indiscriminati e criminali compiuti sulle nostre città
durante l'ultima guerra mondiale, per le quali non esiste nessun prezzo
che possa, neppure in parte, riparare i danni subiti ed il dolore inflitto
al nostro popolo.
Riteniamo gli USA colpevoli dei numerosi mali che oggi affliggono la nostra
Nazione, allo stesso modo in cui riteniamo colpevoli i comunisti italiani
per essersi alleati con gli USA prima e per aver tentato poi di svendere
l'Italia all'URSS ad ostilità concluse.
Il MFL chiede e chiederà sempre l'uscita dell'Italia dalla NATO,
organizzazione ormai priva di senso e significato dopo il crollo dell'ex
URSS, nonché l'eliminazione dal suolo italiano delle basi NATO
e soprattutto delle basi d'occupazione USA, ancora presenti sul suolo
patrio dal 1945.
FISCO
Il movimento Fascismo e Libertà,
certo che tutti i Cittadini siano uguali davanti allo Stato, ritiene primario
diritto degli stessi di espletare il dovere contributivo, siano Essi lavoratori
autonomi che dipendenti, con uguale procedura.
Si devono pertanto abolire i "sostituti d'imposta", le trattenute
in busta paga ed ogni forma di anticipo o ritenuta anteriore alla Dichiarazione
annuale del reddito.
All'atto della dichiarazione del reddito annuale, in modello unificato
per tutti i Cittadini Produttori, gli stessi scorporeranno dal loro reddito
ogni spesa dimostrabile sostenuta per lo svolgimento dell'attività,
per la conduzione della famiglia, per la propria esistenza e per il miglioramento
della propria condizione sociale; defalcheranno inoltre ogni credito vantato
nei confronti dello Stato.
La totale deducibilità di ogni spesa sostenuta e documentata dal
cittadino, oltre a realizzare un prelievo fiscale equo basato sul reddito
che realmente rimane a disposizione del lavoratore, avrà i seguenti
benefici effetti immediati:
1. Eliminazione del
cosiddetto "nero" di artigiani e commercianti, poiché
tutti i cittadini avranno interesse a documentare ogni loro spesa, essendo
essa detraibile dal reddito.
2. Eliminazione della piaga del secondo lavoro e del lavoro "nero"
in genere, poiché nessuno avrà più interesse nel
rivolgersi a questo vero e proprio mercato "parallelo" non
in grado di offrire documentazioni circa le spese sostenute.
3. Creazione di nuovi posti di lavoro resi liberi dall'eliminazione
del lavoro nero.
4. Incentivazione e sostegno delle famiglie, grazie alla totale
deducibilità delle spese sostenute per il mantenimento ed il
benessere della stessa.
5. Incremento dei consumi e maggiore circolazione di denaro.
PREVIDENZA ASSICURATIVA E PENSIONISTICA
Libera scelta, pur nella obbligatorietà
dell'atto, per ogni Cittadino Produttore, di preparare il suo fondo pensione
e tutelare la previdenza assicurativa malattia ed infortuni attraverso
l'Istituto Assicurativo, Bancario privato o statale di sua preferenza.
Lo Stato garantirà la solvibilità e la rispettabilità
degli Istituti atti a ciò.
COGESTIONE
Il Cittadino Produttore, dipendente
presso un'azienda, ha il diritto di partecipare alla gestione della stessa
entrando con la sua partecipazione nelle scelte di sviluppo e di operatività
aziendali, di goderne il frutto degli utili e, così facendo, responsabilizzandosi
nell'impegno in essa profuso, valorizzando l'accantonamento dei fondi
riservati al trattamento di fine rapporto (TFR).
Lo Stato deve fornire i mezzi e le garanzie affinché simili esperienze
divengano realtà, come sancisce il disatteso articolo 40 della
Costituzione.
STRATEGIA D'AZIONE
POLITICA
Il MFL si propone
quale Terza Via nella politica italiana, chiaramente e dichiaratamente
fascista, proponendosi come sintesi alle istanze della destra e della
sinistra, sulla falsariga di quanto realizzò il fascismo del 1919,
nato come sintesi fra socialismo e liberalcapitalismo.
Questo comporta una totale estraneità ai due Poli oggi esistenti
ed una irrinunciabile equidistanza fra gli stessi.
A queste condizioni, il MFL si dichiara aperto alla collaborazione politica
con singoli, associazioni, movimenti, partiti che condivideranno questa
scelta e questa impostazione alternativa, senza preclusioni né
pregiudizi di sorta.
Per gli stessi motivi di cui sopra, il MFL si dichiara indisponibile ad
esaminare alleanze ed apparentamenti con realtà che non condividono
questa equidistanza e che si dichiarano più o meno vicine ad uno
dei due Poli esistenti.
*****************
APPENDICE
Dati i continui riferimenti del
programma politico MFL ai temi della socializzazione e del lavoro, riteniamo
utile completare lo Statuto con una elaborazione esplicativa redatta dal
Responsabile MFL del Centro Italia.
DEMOCRAZIA CORPORATIVA/ECONOMICA
COGESTIONE
1. La Cogestione è
quella forma di gestione di un soggetto che si chiama industria, impresa,
azienda, ditta, società, ente, istituto, etc., che vede la presenza
negli organi dirigenziali e deliberanti di rappresentanti dei dirigenti,
quadri, lavoratori/prestatori d'opera (maestranze); uno di questi organismi
può essere il Consiglio di Amministrazione, oppure altre forme
partecipative aziendali.
2. La Cogestione, è quella forma di partecipazione al
governo di un soggetto pubblico o privato, che può essere stabilita
e/o prevista o nel contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL),
o nel contratto collettivo territoriale, o nel contratto collettivo
aziendale, oppure essa può essere regolata da una norma legislativa
(legge). Tale forma o formula, può interessare tutti i tipi di
aziende operanti in qualsiasi campo, e vale soprattutto per le grosse
e medie aziende/imprese.
3. La Cogestione vede rappresentati nel governo dell'impresa:
il capitale, rappresentato nelle sue forme consuete e le maestranze
degli altri soggetti presenti in azienda, scelte nelle forme più
chiare e semplici come ad esempio, l'elezione dei propri rappresentanti
nel governo dell'impresa (es. Consiglio di Amministrazione, o altre
forme di rappresentanza aziendale).
4. Da un punto di vista sociale, la forma di Cogestione modifica
l'attuale rapporto tra capitale e lavoro, ovvero tra padrone e dipendente;
questa forma è ancora più necessaria in un mondo economico
senza più regole (l'unica regola è non avere regole, ovvero
il liberismo come regola), perché condizionato da forme e formule
imposte dalla globalizzazione dei mercati, sempre più ingovernabili,
instauratasi dalla fine politica e sociale dell'accordo di Yalta, sottoscritto
sulla testa di tutti i popoli nel 1945 e comunemente rappresentato dal
crollo del muro di Berlino nel 1989, che segna la definitiva sconfitta
storica del comunismo come alternativa, al capitalismo.
SOCIALIZZAZIONE
La Socializzazione dei mezzi
di produzione di cose, beni e servizi, è legata strettamente a
quell'ambito di importanza sociale e strategica che impresa, azienda,
ente, istituto ecc. ricoprono a livello territoriale e/o nazionale. Se
tali attività e/o produzioni sono classificate importanti e/o strategiche
per l'interesse nazionale, sia dal punto di vista economico, tecnologico,
sociale, ambientale o di ricerca, la socializzazione si rende certamente
auspicabile e doverosa; essa deve essere necessariamente stabilita e tutelata
legislativamente, ad essa si può e si deve affiancare una forma
di Cogestione, dove nel governo dell'impresa vengano necessariamente rappresentati,
oltre che il capitale e le maestranze, anche i rappresentanti di quelle
istituzioni pubbliche interessate al buon andamento dell'impresa (ad esempio
i rappresentanti di Università, Ricerca, Difesa, Industria, Lavoro,
Tesoro). Questo in parte avviene già in alcuni settori di pubblica
utilità, come ad esempio nel Consiglio di Amministrazione della
Società FS S.p.A., limitatamente ad alcuni soggetti pubblici. Pertanto,
la Socializzazione è applicabile, magari migliorandone gli aspetti
specifici e particolari, in moltissime forme imprenditoriali, sia pubbliche,
sia private.
LA DIVISIONE
DEGLI UTILI
1. La Divisione degli
Utili dell'azienda/impresa, società, ente
, è una
forma e/o formula del tutto innovativa, legata alla evoluzione miglorativa
degli attuali standard contrattuali dei soggetti più deboli esistenti
nel mondo del lavoro, ovvero dei dirigenti, quadri, dei lavoratori/prestatori
d'opera (maestranze).
2. Questa formula parte dal presupposto tendente al superamento
del vecchio concetto che regolava i rapporti fra capitale/lavoro, padrone/dipendente,
sfruttatore/sfruttato, che la storia sta inevitabilmente ed inesorabilmente
superando.
3. La forma di Divisione degli Utili, è la logica conseguenza
della formula capitale + lavoro = utile ovvero "lucro". Se
nel processo di creazione del "lucro" (utile), partecipa innanzitutto
il capitale (il padrone o soggetto, chiunque esso sia), è altrettanto
vero che vi partecipano anche il dirigente/quadro, con le sue capacità
intellettuali e professionali, come pure il lavoratore/prestatore d'opera
con il suo impegno operativo e non si capisce perché questi altri
soggetti presenti nel processo produttivo prima e dell'utile poi, non
debbano vantare la partecipazione alla suddivisione dell'utile stesso,
o vi partecipino limitatamente mediante visioni paternalistiche e/o
incentivanti legate al solo sfruttamento intensivo degli impianti per
una mera maggiore produttività, utile unicamente al solo soggetto
"capitale".
4. La Suddivisione degli Utili riguarda soltanto ed unicamente
questi ultimi (lucro), non riguarda il compenso mensile/annuale pattuito
contrattualmente tra i soggetti aziendali e sindacali; questi restano
comunque dei meccanismi e soggetti che si svilupperanno e si modificheranno
conseguentemente all'evoluzione dei nuovi metodi e/metodologie più
moderne di "partecipazione" dei dipendenti - dirigenti/quadri
- lavoratori/prestatori d'opera, al processo di produzione dell'utile
in Cogestione col capitale, il quale comunque resta necessario ed indispensabile
allo scopo.
5. La Divisione degli Utili, logicamente e necessariamente, deve
tenere conto di fattori incontrovertibili sul piano economico, ovvero
al capitale investito nell'impresa, va e deve essere riconosciuto un
ammortamento dello stesso, come pure deve essere riconsiderato capitale
investito in azienda tutto il fondo incamerato dall'azienda relativo
al trattamento di fine rapporto (TFR) che ogni dipendente lascia mensilmente/annualmente
a disposizione delle casse dell'azienda/impresa, oppure da altre forme
partecipative azionarie detenute dalle maestranze.
6. In questa ottica, va rivista e riordinata tutta la materia
comunemente detta dello Stato Sociale, nel quale sono compresi tutti
gli "ammortizzatori sociali", ad esempio la cassa integrazione
guadagni, ordinaria e straordinaria, gestita dall'INPS (già Istituto
Nazionale Fascista della Previdenza Sociale), anche al fine di prevedere
che in caso di mancanza di utili da ridistribuire, l'azienda/impresa
venga posta nelle condizioni di un suo riassetto, rilancio, riconversione
o quant'altro, comprendendo anche la sua eventuale liquidazione, falliti
tutti i tentativi precedenti; nel frattempo alle maestranze verrà
garantito comunque un minimo di ridistribuzione degli utili del settore,
erogati dall'ente preposto (INPS?).
7. Uno Stato non può prescindere dall'applicazione e/o
introduzione di meccanismi sociali, tutelati legislativamente, tendenti
a migliorare nella forma e nella sostanza, il modo di vita sociale ed
economico dei propri cittadini, imprenditori, dirigenti, lavoratori
e finanche disoccupati.
8. La realizzazione di un sistema eticamente e socialmente onesto
e corretto, deve necessariamente scontrarsi con un sistema conservatore,
geloso dei propri egoismi e privilegi, legati a formule politiche/economiche
e sociali ormai in via di superamento. Noi del Movimento Fascismo e
Libertà ne siamo consapevoli; il nostro compito politico e sociale
oggi è far conoscere le nostre idee, le nostre posizioni e proposte
a tutti i cittadini italiani ed europei. Dobbiamo denunciare pubblicamente
la pericolosità delle ultime monarchie assolute esistenti nel
pianeta e rappresentate dalle superpotenze economiche speculative e
finanziarie, incontrollate e incontrollabili, che nessun governo o struttura
multinazionale vuole contestare e/o definire terrorismo economico illegale,
perché da queste evidentemente traggono i loro malefici benefici
di potere. Quello che noi proponiamo, è la Democrazia Corporativa
o Democrazia Economica, ove il cittadino/lavoratore/imprenditore/artigiano/ecc.,
dopo il raggiungimento del diritto civile e politico individuale, ambisce
anche al giusto e sacrosanto diritto civile e sociale, al benessere
economico per sé e per la sua famiglia ed alla garanzia di potere
vivere dignitosamente mediante il suo lavoro.
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